Con Zoff Basta poco

"Non mi piace rivedermi sul campo, figuratevi in un film", dice l'ex portierone della Nazionale. Al cinema per la commedia di Andrea Muzzi e Riccardo Paoletti
21 Aprile 2015
Con Zoff Basta poco

“Non mi piace rivedere le mie partite fatte bene, figurarsi se vorrei rivedermi in un film! Ma Andrea Muzzi mi è sembrato da subito una brava persona, e non ho saputo dirgli di no”. Così Dino Zoff, autentico mito dello sport italiano, commenta con il consueto aplomb la sua partecipazione alla commedia Basta poco di Andrea Muzzi e Riccardo Paoletti. Il portiere campione del mondo appare per la prima volta al cinema e interpreta se stesso in un significativo cameo nel film che uscirà nelle sale il 30 aprile in 40 copie.Andrea Muzzi, attore e comico toscano, molto attivo sul circuito televisivo della sua regione, dirige il secondo film (“Ma è il primo veramente importante”), ispirato a una vicenda reale e sceneggiato con la collaborazione di Ugo Chiti. Basta poco è una commedia a basso budget (“Entro i 500mila euro”) puntualizza il produttore Sandro Frezza) dal retrogusto agrodolce che cerca contemporaneamente di far ridere e di affrontare temi importanti, su tutti l’affannosa ricerca della felicità in un momento di grave crisi economica e sociale. Sergio, interpretato dallo stesso Muzzi, è un quarantenne senza un impiego stabile che crede di aver avuto un’idea geniale per tentare il riscatto sociale: aprire un’agenzia che vende felicità. Con l’aiuto dell’amico di infanzia Fulvio (Massimiliano Galligani) crea la ditta “Felici & Contenti”, che si occupa di esaudire i desideri più disparati delle persone. L’attività trova successo, ma a forza di vendere illusioni i problemi non tarderanno ad arrivare…Nel cast, oltre ai già citati Dino Zoff e Andrea Muzzi, compaiono Daniela Poggi, Ninni Bruschetta, Paolo Hendel e Marco Messeri nei panni di Mario, il padre ex ferroviere del protagonista Sergio. “Ho lavorato sugli umori di famiglia – racconta Messeri – La generazione di Sergio non ha visto la guerra e mi sembra in balia degli eventi, avvitata su una giostra. Io sono del ’48, sono figlio della pace, e questo fa la differenza tra un anziano e coriaceo ferroviere e gli svagati di piccola borghesia della generazione successiva: ognuno di loro cerca l’idea fortunata per esistere, ma la vita riserva sempre sconfitte e cocenti delusioni”.I registi Andrea Muzzi e Riccardo Paoletti sono soddisfatti del risultato: “Siamo riusciti a parlare con semplicità di temi importanti. È un film che fa ridere, ma che smuove anche molti interrogativi”.

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