#CheCinemaFarà, la terza settimana

L'iniziativa della FEdS: tre domande sul futuro dell'audiovisivo dopo il Coronavirus. Nella terza settimana, gli interventi di Armocida, De Luca, Amoruso, Maccanico e Rocca
#CheCinemaFarà, la terza settimana

Con #CheCinemaFarà, la Fondazione Ente dello Spettacolo vuole esplorare le opportunità che pone questa crisi, raccogliendo le idee, le suggestioni, le provocazioni di autori, attori, maestranze, direttori di festival, critici, giornalisti, personalità delle istituzioni, appassionati.

Uno sforzo di immaginazione “con i piedi per terra” da parte di coloro che fanno parte dell’intera filiera cinematografica. Una riflessione, articolata in tre domande, sullo scenario futuro elaborando una proposta che include i tre poli dell’esperienza cinematografica: il prodotto (il film), la sua distribuzione (le modalità di fruizione), i destinatari (il pubblico).

Che film si realizzerannoDove si vedrannoCon quali occhi li vedremo?

Dopo gli interventi della prima e della seconda settimana, altri cinque contributi hanno arricchito gli ultimi giorni.

“Il cinema si continuerà a vedere al cinema. Le sale continueranno a mantenere la loro funzione sociale e culturale” sostiene Pedro Armocida, critico e direttore del Pesaro Film Festival. “L’essere umano si abitua a tutto. È indubbio che convivremo con il virus e avremo a che fare con il contagio per lungo tempo. Come lo spettatore vivrà storie e film che toccano questo argomento attiene a ogni persona” (qui il video integrale).

“Spero che i film si potranno vedere in sala”, auspica Alessandra De Luca, critico. “Le piattaforme stanno vivendo un momento straordinario ed è giusto così, perché ci stanno offrendo possibilità che altrimenti non avremmo. Ma è importante tornare in sala perché mai come in questo momento la gente soffre e rimpiange i momenti in cui si vedevano i film tutti insieme” (qui il video integrale).

Per Elisa Amoruso, regista, “L’importante è che si continuino a fare film, anche se non sapremo dove riusciremo a vederli. Penso che una bella storia sia qualcosa che si possa godere anche da casa: non è detto che un film visto in tv o su un altro device sia necessariamente un’esperienza penalizzante” (qui il video integrale).

“La sala conserverà la sua centralità, troverà di più la sua ragion d’essere perché ci sarà mancata. Tutte le esperienze digitali non scompariranno: bisognerà trovare forme virtuose di convivenza”, dice Nicola Maccanico, CEO di Vision Distribution. E ancora: “Fatemi immaginare un mondo nel quale le sale continuano a conservare la loro centralità anche per la valorizzazione del prodotto filmico all’interno dell’industria, ma un’industria che sa sfruttare meglio di come ha fatto negli ultimi anni le opportunità del digitale che offre” (qui il video integrale).

Infine, le parole di speranza di Tiziana Rocca, produttrice: “Non vediamo l’ora di tornare al cinema. La gente ha voglia di ricominciare con occhi nuovi e pieni di stupore” (qui il video integrale).

 

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