Casotto per Tutti

30 anni dopo il film culto di Citti tornano al mare maschere di varia umanità. Esordio in regia per Matteo Cerami, autore con il padre Vincenzo: "Non più lo spogliatoio, ma un chiosco balneare"
9 Giugno 2010
Casotto per Tutti

“Oltre 30 anni dopo Casotto, il produttore Gianfranco Piccioli è tornato da mio padre, all’epoca sceneggiatore del film, con la folle idea di realizzare nuovamente un’opera corale, centrata su un’unica e piccola location, provando a coinvolgere un cast di rilievo e basare tutto su continue apparizioni e sparizioni, raccontando allo stesso tempo il tutto e il niente dell’attuale società italiana”. Così l’esordiente Matteo Cerami racconta dal set al Lido di Castel Porziano quale sia stata la molla che l’abbia spinto a dirigere il suo primo film, Tutti al mare, prodotto da Film Vision in collaborazione con Rai Cinema (budget di 2,5 mln di euro, con finanziamento MIBAC di 500.000 euro), giunto alla quarta settimana di riprese e scritto insieme al papà, lo sceneggiatore Vincenzo. Che insieme a Piccioli, torna alle atmosfere del film girato da Sergio Citti nel ’77 e ritrova – unico tra la dozzina di caratteristi e attori di allora (tra i quali Ugo Tognazzi, Paolo Stoppa, Michele Placido, Mariangela Melato, Franco Citti, Catherine Deneuve e una giovanissima Jodie Foster, nominata all’Oscar per Taxi Driver) – Gigi Proietti, chiamato per un piccolo ruolo, quello del cognato cleptomane del protagonista, comunque bastevole per fargli “respirare nuovamente un clima simile a quello venutosi a creare durante la lavorazione di Casotto“.
A cambiare drasticamente – come sottolineano gli stessi autori del film – è l’atmosfera che condiziona i nuovi personaggi: “Rispetto ad allora – spiega ancora Matteo Cerami – la società è diventata bulimica, un sovraccarico di immagini e falsi miti che al tempo del film di Citti era impensabile: all’epoca si stava passando dalla tragedia della fame all’era del benessere e del consumismo e le quattro pareti dello spogliatoio entro cui si svolgeva Casotto permettevano ai vari personaggi di svestire le proprie maschere e mostrarsi per ciò che realmente erano. Oggi questo non era più possibile, e non a caso – conclude il regista – il centro del nostro film è un chiosco balneare delimitato da una vetrata: si vede il mare e allo stesso tempo per i vari protagonisti/comparse non c’è nessuna possibilità di riparo, nessuna possibilità di spogliarsi dalle proprie maschere”.
Che sul grande schermo, insieme al costume, saranno “indossate” da Marco Giallini (è Maurizio, il proprietario del chiosco),Ilaria Occhini (la madre anziana e disabile, arcigna e insopportabile), Anna Bonaiuto (è Adalgisa, nota conduttrice televisiva del palinsesto pomeridiano), Sergio Fiorentini (sedicente eroe di guerra che racconta al nipote improbabili avventure), Libero De Rienzo (Nando), Ambra Angiolini (Giovanna), Ennio Fantastichini (il “suicida”, con tante cose sagge ancora da dire…), poi Ninetto Davoli, Rodolfo Laganà e lo stesso Vincenzo Cerami (l’uomo con il pappagallo), in qualche modo “costretto” dal figlio Matteo a prestarsi per un piccolo cammeo: “Come in Casotto – dice lo sceneggiatore – anche qui sarà un viavai di personaggi al limite, comici e tragici allo stesso tempo, se vogliamo inquietanti, ma comunque nuovamente inquadrati e raccontati con amore”.
Ancora da stabilire la data di uscita in sala, Tutti al mare potrebbe essere pronto per la prossima edizione del Festival di Roma.

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