Cari Maestri, vi scrivo…

Domani al Laterano la presentazione del nuovo libro di Dario. E. Viganò. Intervengono il Rettore Enrico dal Covolo, Fausto Brizzi e Cristiana Capotondi
24 Ottobre 2011
Cari Maestri, vi scrivo…

Cari maestri. Da Susanne Bier a Gianni Amelio i registi si interrogano sull’importanza dell’educazione: si intitola così l’ultimo volume di Dario Edoardo Viganò, preside dell’Istituto pastorale Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense. Edito da Cittadella, il volume sarà presentato domani martedì 25 ottobre, alle ore 17.30, presso l’aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense. Nato dall’esigenza di affrontare l’emergenza educativa che sempre più caratterizza la contemporaneità, attraverso un’articolata panoramica della storia del cinema, si rivolge non solo a chi ha un rapporto privilegiato e quotidiano con i più giovani (in particolare gli animatori della comunicazione e della cultura), ma anche al mondo dello spettacolo, che riveste oggi un ruolo fondamentale nell’universo educativo. Proprio questo è il motivo che ha spinto l’autore a rendere parte integrante del volume quattro interviste a quattro maestri del cinema italiano e internazionale – Gianni Amelio, Susanne Bier, Riccardo Milani e Giovanni Veronesi – che hanno accettato di riflettere sull’universo educativo, mediante la condivisione di esperienze autobiografiche e cinematografiche che costituiscono un ottimo spunto di riflessione nella loro coralità
Alla presentazione, oltre all’autore, saranno presenti, moderati dal Vaticanista de Il Foglio Paolo Rodari, il Rettore dell’Ateneo del Laterano, il vescovo Enrico dal Covolo, il regista Fausto Brizzi e l’attrice Cristiana Capotondi . “Le materie che preferivo a scuola erano educazione fisica ed educazione artistica. Curiosamente iniziavano tutte e due con ‘educazione’ – spiega Brizzi – Perché tutto inizia da lì, dal rapporto padri-figli e da quello professori-allievi. Per questo mi viene naturale ambientare spesso i miei film nelle cucine di casa o nelle aule scolastiche. Perché tutto il male e il bene che faremo nella vita dipende da lì”.
“Questo libro – spiega Viganò – ci accompagna in un viaggio attraverso un secolo di cinema, lungo un percorso che si snoda tra scuole di periferia, quartieri degradati e esistenze segnate da povertà e malavita, accompagnati da figure che impiegano le loro forze per far sì che alcuni ragazzi possano sfuggire a un destino all’apparenza ineluttabile vedendo schiudersi dinanzi a loro possibilità un tempo inimmaginabili”.

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