Bernardo cuor di leone

"Ho esitato prima di accettare perché è una faticaccia, ma Barbera mi ha scritto una lettera che mi ha fatto capitolare", dice Bertolucci. Presidente di Giuria a Venezia70, con la speranza di "essere sorpreso"
28 Agosto 2013
Bernardo cuor di leone

(Cinematografo.it/Adnkronos) – “Spero in un Leone d’Oro che sorprenda tutti, me e gli altri giurati. Spero che le sorprese che ci riserverà la Mostra quest’anno siano al di là di qualsiasi mia speranza”. Questo l’augurio del presidente della giuria del concorso principale della Mostra di Venezia, Bernardo Bertolucci, che domani sarà impegnato assieme ai colleghi Andrea Arnold, Renato Berta, Carrie Fisher, Martina Gedeck, Jiang Wen, Pablo Larrain, Virginie Ledoyen, Ryuichi Sakamoto nella visione dei 20 titoli in gara per il Leone d’Oro.
“I premi sono molti ma anche i film – ha aggiunto il regista – e anzi mi sono arrabbiato con Barbera perché mi aveva promesso 18 titoli, così da poterne vedere due al giorno, e invece poi sono diventati 20 e quindi per tre giorni ne dovremo vedere tre e non so con quale freschezza negli occhi affronteremo il terzo”.
Bertolucci ha ribadito di aver esistato molto prima di accettare il ruolo di presidente: “L’ho già fatto e so che è una faticaccia, quindi non volevo. Poi in primavera Barbera mi ha scritto una lunga e accorata lettera che mi ha fatto capitolare. Mi ha messo di fronte alle mie responsabilità nei confronti del cinema e dei giovani cineasti. Chissà, forse alla fine del festival tornerò a Roma e la brucerò quella lettera”, ha concluso ridendo Bertolucci.

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