Berlusconi nel mirino

Da un'ossessione per l'ex premier lo sperimentale Shooting Silvio: distribuzione in tournée e discoteca
28 Febbraio 2007
Berlusconi nel mirino

Dopo Il caimano di Nanni Moretti e Bye bye Berlusconi di Jan Henrik Stalberg (presentato alla Berlinale 2006 e in attesa di distribuzione in Italia, con l’innocuo titolo Buonanotte Topolino) arriva Shooting Silvio. E’ l’esordiente Berardo Carboni a raccontare la storia surreale di un giovane orfano molto ricco, artista incompreso: Giovanni Crea, detto Kurtz. Ossessionato dal colonnello di Apocalyse Now, vuole annientare Berlusconi con un libro collettivo che suggerisca 100 modi, con motivazioni annesse, di farlo fuori e non solo metaforicamente. Fallirà in questo suo progetto e ne ideerà uno, individuale e kamikaze, per rapirlo e ucciderlo. Troverà sulla sua strada una televisione che mostrerà tutte le gaffes più famose dell’allora premier (il soggetto del film è vecchio di 4 anni), Alessandro Haber nella doppia veste di colf turco e notaio, un Antonino Iuorio candidato di Forza Italia dai loschi traffici, amici petulanti e donne affascinanti (Sofia Vigliar e la statuaria Melanine Gerren). “La genesi creativa- racconta il giovane cineasta – risale a quattro anni fa, in un periodo di sconforto totale per la situazione in cui versava l’Italia. Quella distributiva subito dopo, quando capimmo le grandi difficoltà che avremmo avuto con le produzioni e distribuzioni ufficiali”. Da qui una distribuzione davvero alternativa. La società Cinedance, infatti, ha ideato una sortà di tournee teatrale che partirà domenica prossima da Bologna per arrivare a giugno a Catania (in aprile si toccheranno le metropoli: Roma, Torino, Milano) per sfruttare le sole due copie a disposizione.
“Il giorno prima di ogni tappa vi sarà una festa in discoteca con i migliori dj, il cui ticket per entrare varrà anche come coupon gratuito per la proiezione del film – racconta l’attrice e responsabile di Cinedance Isabella Arnaud -. Rinunceremo al guadagno di questi eventi per pagare le sale e permettere la maggior diffusione possibile”. “Così avremo, a costi molto minori, – sottolinea Carboni- lo stesso impatto di distribuzioni come Istituto Luce o Sharada”. Affascinato anche Umberto Massa: la sua Kublakhan ha coprodotto con la società Mork&Berry. “I miei film sono proprio da Cinedance. Sono curioso di vedere l’esito di questa operazione. Non escludo di comprarne una quota”. In vista per la neonata casa distributrice anche una collana dvd e nuovi film di esordienti, a partire da settembre. Scherza Massa su eventuali problemi legali del film, per via dei contenuti forti. “Magari! Sarebbero un’ottima pubblicità. Scherzi a parte, non li temo, questo è un film che meritava di uscire. Per gli sforzi di molti, per le difficoltà distributive, dettate forse dalla paura. In Berardo ho subito visto un ottimo regista”.
Carboni mostra un certo talento anche se in un film discontinuo. Provocatorio, non certo violento. “Tra brigatisti e crisi di governo, il film è fin troppo d’attualità nonostante Berlusconi non sia più premier- aggiunge il regista-. Voglio mostrare il disagio esistenziale di una generazione. Naturalmente qui c’è la mia insofferenza verso il potere di Berlusconi, ma soprattutto il rifiuto e il disprezzo di ogni soluzione violenta. Shooting Silvio è un doppio senso: vuol dire colpendo, ma anche filmando Silvio”. Da segnalare il costo del film, 150.000 (girato con minidv poi riversato in pellicola), e il cameo di Marco Travaglio nella parte di se stesso, ottimo attore ed esilarante quando cita Gaber. Lapidario il regista, quando gli si chiede il motivo per cui Silvio Berlusconi dovrebbe vedere il film. “Perché è narcisista”.

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