Applausi per Ossang

"Voglio dimostrare che un cinema di poesia e avventura fantastica è possibile, o meglio, è necessario", dice il regista di Dharma Guns. In Orizzonti
10 Settembre 2010
Applausi per Ossang
Il regista F.J. Ossang

F.J. Ossang – regista, scrittore e musicista pioniere del rock alternativo – autore di culto dal forte impatto e originalità è sicuramente uno dei registi meno normalizzati sul panorama cinematografico internazionale. A Venezia arriva in prima mondiale con Dharma Guns – il suo quarto lungometraggio – in concorso nella sezione Orizzonti. Accolto da un lungo e caloroso applauso alla sua prima proiezione pubblica, Ossang ha lavorato in passato con Joe Strummer ex-cantante dei Clash e con William S. Burroughs, esponente della beat generation. Il film è un lungo viaggio verso l’ignoto in cui il protagonista – Stan – risvegliandosi dal coma, dopo un incidente di sci d’acqua nel quale rimane uccisa la fidanzata Délie, apprende di essere l’erede del misterioso professor Starkov. Partito verso il paese di Las Estrellas viene a sapere che il professor Starkov – probabile padre di Dèlie – ha creato un procedimento chiamato “doppio genetico” di cui Stan e Dèlie potrebbero esserne state le cavie. Inizia – così – per Stan un’odissea di espiazione in cui intuito e telepatia accelerano il corso del tempo…
Dharma Guns – dice Ossang – è un film che ho realizzato dopo diversi anni di silenzio nei quali ho viaggiato, scritto, e meditato sul film senza, però, smettere di guardare l’evoluzione del cinema contemporaneo. Ho voluto attingere – continua Ossang – a un cinema di rivelazione bianco e nero, sole, oscurità, foschie ed elettricità come unici elementi. Lontano dal rivendicare una forma cinematografica post moderna vorrei riaffermare un cinema moderno e al contempo espressione di uno stile antico senza ricorrere ad un eccesso di immagini, tornando ad una poetica cinematografica di volti e paesaggi. In un tempo in cui la morte “industriale” del cinema sembra essere razionalmente, tecnicamente ed economicamente organizzata – conclude Ossang – spero di dimostrare che un cinema di poesia e avventura fantastica è possibile, o meglio, è necessario”.

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