Anderson ringrazia

Il regista a Roma: "Le mie Avventure acquatiche? Le devo a Fellini, Antonioni e l'Italia"
22 Febbraio 2005
Anderson ringrazia
Il regista Wes Anderson

“Ringrazio Fellini, Antonioni e l’Italia. E’ a loro, insieme al documentarista Jacques Cousteau, che devo Le avventure acquatiche con Steve Zissou“. Appena reduce dal Festival di Berlino, Wes Anderson presenta così a Roma il suo film con Bill Murray, Cate Blanchett e Owen Wilson, in uscita il 4 marzo. Ospite del “Viaggio nel cinema americano”, il ciclo di incontri curati da Mario Sesti e Antonio Monda, il regista dei Tenenbaum, ha così illustrato le sue fonti di ispirazione: “A differenza dei miei precedenti film, in cui erano chiare matrice e struttura letteraria, in questo caso mi sono principalmente rifatto alle esperienze di Cousteau e Fellini”. Da quest’ultimo Anderson dice di aver ripreso le riflessioni sull’esperienza e la professione registica di 8 e 1/2, le considerazioni sul valore della memoria di Amarcord, ma anche numerosi spunti dai Vitelloni. Antonioni, con particolare riferimento a L’avventura, è stato invece fonte di suggestioni soprattutto visive, mentre il fascino per Cocteau, racconta, ha radici assai più lontane: “Fin da piccolo, con miei fratelli, guardavo i suoi documentari televisivi con grandissima ammirazione. Lo amavamo perché incarnava la figura dell’avventuriero, dell’esploratore e allo stesso tempo anche del cineasta”. Un personaggio “quasi mitico”, lo definisce, che ha accompagnato la sua infanzia, forgiandone le aspirazioni.
Il film, interpretato anche da Willem  Dafoe, Anjelica Huston e Jeff Goldblum, è stato interamente girato nei pressi del litorale romano. “L’Italia è un paese che amo moltissimo – dice il regista -. Non mi sono limitato a usarlo come sfondo, ma ho provato a ricrearlo, in una trasposizione fantastica e profondamente personale”. Quarto film di Anderson dopo Un colpo da dilettanti, Rushmore e I Tenenbaum della consacrazione, Le avventure acquatiche di Steve Zissou racconta le sgangherate peripezie del documentarista marino che da’ il titolo al film. Accompagnato da una colorita ciurma, Zissou si getta alla caccia dello squalo, responsabile di aver ucciso un suo amico. Al centro della storia, il personaggio ispirato a Cousteu e interpretato da Bill Murray: “Questo film – spiega il regista – non è stato soltanto scritto ‘per’ lui, ma in qualche modo anche ‘su’ di lui”. “Murray è una delle persone più divertenti che abbia mai incontrato – prosegue -. Una sorta di ‘pifferaio magico’, in grado di incantare e travolgere chiunque incontri. Quello che lo rende straordinario è però allo stesso tempo quel velo tragico e malinconico, che convive con la sua ironia”.
Come in altri suoi precedenti film, ammette il regista, anche Le avventure acquatiche nasce dalla fascinazione per il binomio genialità-fallimento: “Al pari dei Tennenbaum – racconta – anche Zissou è un personaggio decisamente fuori dalle righe. Un eccentrico con una marcia in più, che finisce però per risultare sconfitto dagli eventi”. Vincitrice, oggi, è invece secondo lui una nuova generazione di cineasti americani. “Sofia Coppola, Spike Jonze, Paul Thomas Anderson, lo sceneggiatore Charlie Kaufman: sono loro i portabandiera più promettenti. Incarnano un cinema più personale e coraggioso, realizzato in grande autonomia, ma sempre ad altissimi livelli”.
Per il futuro, Anderson annuncia già una doppietta di film. Il prossimo sarà un’animazione dal titolo The Fantastic Mr. Fox e s’ispirerà all’omonimo racconto per bambini del norvegese Roald Dahl, anche autore del Signor G. e del La fabbrica di cioccolato. Nell’originale letterario, protagonista è la volpe che dà il titolo alla storia. Chiamato a sfamare i suoi tre cuccioli, si mette a capo di una rivolta che, coinvolgendo tutti gli animali della fattoria, cercherà di avere la meglio sul terzetto di tirannici e goffi contadini Boggis, Bunce e Bean. Adattato dallo stesso Anderson insieme con Noah Baumbach, già sceneggiatore delle Avventure acquatiche, il film sarà poi animato dal regista di Nightmare Before Christmas Henry Selick. Il successivo film, racconta, sarà invece ambientato in India e ispirato alle suggestioni letterarie di Graham Greene e Rudyard Kipling.

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