Addio Suso

E' morta a Roma la Cecchi D'Amico, grande sceneggiatrice di Visconti, Antonioni e Monicelli. Ha scritto tra le pagine più belle del nostro cinema
31 Luglio 2010
Addio Suso
Suso Cecchi d'Amico

E’ morta a Roma, dopo una lunga malattia, Suso Cecchi D’amico, la più grande sceneggiatrice del cinema italiano. Aveva 96 anni. Nata a Roma (il 21 luglio 1914), figlia di Emilio Cecchi, scrittore e critico letterario, e di Leonetta Pieraccini, nota pittrice, Suso cresce in un ambiente culturalmente fertile e latore di conoscenze importanti. Il suo primo impatto con il cinema avviene negli anni ’30 quando suo padre viene nominato direttore di produzione cinematografica per la CINES e casa Cecchi diviene un vero e proprio crocevia di incontri per gli artisti romani. Il suo esordio da sceneggiatrice risale al 1946 con il film Mio figlio professore di Renato Castellani, scritto insieme al padre e al commediografo Aldo De Benedetti.
E’ l’inizio di un’attività che la vedrà lavorare insieme ai più grandi esponenti del neorealismo italiano. Nel 1947 scrive insieme a Piero Tellini la sceneggiatura del film L’Onorevole Angelina diretto da Luigi Zampa (con cui lavorerà fino al 1952). L’anno successivo vede per lei l’inizio di un vero e proprio “connubio artistico” con Ennio Flaiano a partire dal film Roma città libera di Marcello Pagliero, e con Cesare Zavattini dall’indimenticabile Ladri di biciclette di De Sica in poi. Avendo sposato nel frattempo Fedele d’Amico, figlio del fondatore dell’Accademia di Arte Drammatica di Roma a cui Suso stessa darà un notevole contributo, aggiunge il cognome del marito al suo. Gli anni ’50 sono caratterizzati da un’intensa attività, e Suso, dotata della capacità di analizzare in profondità la realtà italiana del dopoguerra, diviene la sceneggiatrice abituale di registi quali Antonioni, per i film I vinti (1952), La signora senza camelie (1953), Le amiche (1955) e, Rosi per La sfida (1958), I Magliari (1959), Salvatore Giuliano (1962). Il suo successo artistico è ormai inarrestabile, da Bellissima (1951) a L’Innocente (1976) è la sceneggiatrice fissa di Visconti, e contemporaneamente, scrive sceneggiature per Comencini e Monicelli.
Di questi anni sono anche da ricordare le numerose sceneggiature per la televisione (in genere adattamenti da romanzi) tra cui Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini e le tre superproduzioni di Zeffirelli La bisbetica domata (1966), Fratello Sole, Sorella Luna (1972) e Gesù di Nazareth (1977). Gli anni ’80 e ’90 vedono rinsaldarsi ancora di più il legame con Monicelli. Scrive per lui Speriamo che sia femmina (1986), I Picari (1987), Il male oscuro (1992) e la miniserie per la rai Come quando fuori piove. Nel 1988 lavora con Nikita Michalkov per cui scrive la sceneggiatura di Oci Ciornie candidato all’Oscar come miglior film straniero, continuando ad essere attiva nella professione fin oltre i novant’anni. Era a madre della produttrice Silvia d’Amico Bendicò, di Caterina, direttrice del Centro Sperimentale di Cinematografia.e di Masolino, padre di Margherita d’Amico, giornalista e scrittrice, moglie dell’attore Luca Zingaretti. Suso Cecchi d’Amico ha vinto numerosi premi, fra cui, il Nastro d’argento e il premio Nonino 2001.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy