X-Men: Apocalisse

X-Men: Apocalypse

USA - 2016
1,5/5
X-Men: Apocalisse
Apocalisse, il primo e più potente mutante degli X-Men, è stato adorato come un dio sin dall'alba della civiltà. Invincibile e immortale grazie all'acquisizione dei poteri di molti altri mutanti, dopo migliaia di anni Apocalisse si risveglia e, deluso del mondo che si ritrova di fronte, decide di purificare l'umanità e creare un nuovo ordine mondiale su cui regnare. Per questo riunisce una squadra di potenti mutanti, tra cui lo sfiduciato Magneto, mettendo ancora una volta in bilico il destino della Terra. Toccherà a Raven, con l'aiuto del Professor X, radunare un gruppo di giovani X-Men per cercare di sventare i piani Apocalisse e salvare l'umanità dalla completa distruzione.
  • Durata: 140'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, FANTASY
  • Produzione: SIMON KINBERG, BRYAN SINGER, HUTCH PARKER, LAUREN SHULER DONNER PER BAD HAT HARRY PRODUCTIONS, KINBERG GENRE, DONNERS' COMPANY
  • Distribuzione: TWENTIETH CENTURY FOX ITALY
  • Data uscita 18 Maggio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Emanuele Rauco
Nonostante una partenza di carriera notevole con I soliti sospetti e vari tentativi più o meno di prestigio, il nome di Bryan Singer resterà per sempre legato al franchise degli X-Men che dopo il reboot con X-Men – L'inizio (diretto da Vaughn) lo ha visto tornare alla regia nel precedente Giorni di un futuro passato e nel nuovo Apocalisse. Ma il suo senso per gli X-Men stavolta deve aver girato a vuoto.

Quando dall'antico Egitto, En Sabah Nur – uno dei più potenti mutanti di sempre – viene risvegliato nel 1983 decide di riprendersi il potere che gli era stato tolto. Per farlo assolda alcuni mutanti tra cui Magneto. Ovviamente il dottor X e la sua squadra non staranno a guardare. Scritto da Simon Kinberg, X-Men: Apocalisse abbandona tutte le ambizioni che hanno spesso guidato i film della serie per gettarsi in un intrattenimento vecchio stile, per racconto e stile coerente con l'epoca storica in cui è ambientato.

Fatto salvo il passo indietro rispetto alle intenzioni, il divertissement non ha nulla di riprovevole in quanto tale, ma il film di Singer è stavolta cinematograficamente indifendibile: una bambocciata senza senso narrativo – con tutti i va e vieni di personaggi tra buoni e cattivo come fossero wrestler – e produttivo, in cui un presunto kolossal è realizzato al risparmio, con patina visiva involontariamente cheap ed evidenti tirate al risparmio (come dimostra la sequenza dedicata a Quicksilver, uguale a quella del film precedente ma realizzato come fosse una parodia stile Kung Fury).

Un passo falso imprevedibile in questa portata, in cui Singer non fa nemmeno il minimo sforzo per rendere lo spettacolo movimentato o visivamente appassionante, in cui tutto è statico e immobile, come nell'interminabile scontro finale con personaggi fermi su loro stessi per mezz'ora. Siamo dalle parti della dimenticata (e meno male) serie del Re Scorpione, in versione deluxe e senza un briciolo di umorismo. La resa definitiva di Singer a una carriera senza più sbocchi?

NOTE

- CO-PRODUTTORE: JOHN OTTMAN. PRODUTTORI ESECUTIVI: STAN LEE, TODD HALLOWELL E JOSH MCLAGLEN.

CRITICA

"Singer (nel senso di Bryan, veterano del genere) in 'X Men: Apocalisse' si fa una domanda degna di Singer (nel senso di Isaac Bashevis): la natura di Dio, il perché del soffrire, il peccato di aver creato l'Uomo violento, figurati i Mutanti. (...) Singer, per la quarta volta fra gli X-Men Marvel, non si bea solo del digital ma chiede lumi sulla natura divina e umana, addensa nubi sul fumetto e si lascia sfuggire la battuta brechtiana di Galileo: infelice la terra che ha ancora bisogno di eroi. Oscar Isaac ('Star Wars') ci esorta alla sospensione della incredulità e della riconoscibilità, frutto di una truccatura che rientra nei 250 milioni di dollari di spesa. Singer gioca con il fantastico, aprendo scenari impressionanti di Tempo e Spazio, tenendo anche sull'agenda un appunto sui moltissimi mutanti di oggi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 maggio 2016)

"Piacerà ai fan del ciclo naturalmente. Molto più affezionati che quelli degli 'Avengers' e parecchio ringalluzziti dal penultimo capitolo 'Giorni di un futuro passato', successo di pubblico e di critica. Nell'Apocalisse si faranno una bella rimpatriata. E non potranno non apprezzare l'ampio spazio dato alla Lawrence (che fu costretta a fare tappezzeria quando già era stata nominata per l'Oscar). Piacerà meno agli estimatori di Bryan Singer. Tra cui noi che, dall'epoca di 'I soliti sospetti', siamo grossi ammiratori della sua capacità di sintesi e del modo di condurre le vicende corali senza mai perdere il filo. Qui lo perde. E più di una volta, nelle oltre due ore di spettacolo. Forse per l'esigenza (sua, non dello spettatore) di dare occasione ad ogni interprete di farsi il suo «cameo», forse per la smania di mettere su uno spettacolo gigante. Che, in realtà, è veramente gigantesco solo all'inizio e alla fine. Quel prologo egiziano forse meriterebbe un film a parte. E gli ultimi 20 minuti di 'showdown' reggono il confronto con le precedenti rese dei conti dei film fumetto Marvel. Chi il confronto non regge è proprio Apocalisse, che dovrebbe essere il cattivo dei cattivi, ma nella sua possenza incute molto meno timore del segaligno, ma malignissimo Magneto quando lo faceva Ian McKellen." (Giorgio Carbone, 'Libero', 19 maggio 2016)

"Rispetto alle precedenti esperienze, qui sembra tutto già visto. Ben confezionato, per carità, ma senza particolari elementi di rottura." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 19 maggio 2016)

"Bryan Singer, vero padrino del sottogenere con ben cinque cinefumetti in filmografia (...), ama a tal punto i suoi giovani mutanti, tormentati da superpoteri più imbarazzanti che esaltanti, da creare un avvincente racconto in cui i personaggi principali da coccolare sono ben dodici. (...) bravo e ironico Oscar Isaac (...). La saga è ormai un gioco complesso con tante vite, storie e regole. Se non vi perdete in questo affascinante ma complicato labirinto, il nono capitolo vi incanterà." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 26 maggio 2016)
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