X-Men: Apocalisse

X-Men: Apocalypse

USA - 2016
Apocalisse, il primo e più potente mutante degli X-Men, è stato adorato come un dio sin dall'alba della civiltà. Invincibile e immortale grazie all'acquisizione dei poteri di molti altri mutanti, dopo migliaia di anni Apocalisse si risveglia e, deluso del mondo che si ritrova di fronte, decide di purificare l'umanità e creare un nuovo ordine mondiale su cui regnare. Per questo riunisce una squadra di potenti mutanti, tra cui lo sfiduciato Magneto, mettendo ancora una volta in bilico il destino della Terra. Toccherà a Raven, con l'aiuto del Professor X, radunare un gruppo di giovani X-Men per cercare di sventare i piani Apocalisse e salvare l'umanità dalla completa distruzione.

CAST

NOTE

- CO-PRODUTTORE: JOHN OTTMAN. PRODUTTORI ESECUTIVI: STAN LEE, TODD HALLOWELL E JOSH MCLAGLEN.

CRITICA

"Singer (nel senso di Bryan, veterano del genere) in 'X Men: Apocalisse' si fa una domanda degna di Singer (nel senso di Isaac Bashevis): la natura di Dio, il perché del soffrire, il peccato di aver creato l'Uomo violento, figurati i Mutanti. (...) Singer, per la quarta volta fra gli X-Men Marvel, non si bea solo del digital ma chiede lumi sulla natura divina e umana, addensa nubi sul fumetto e si lascia sfuggire la battuta brechtiana di Galileo: infelice la terra che ha ancora bisogno di eroi. Oscar Isaac ('Star Wars') ci esorta alla sospensione della incredulità e della riconoscibilità, frutto di una truccatura che rientra nei 250 milioni di dollari di spesa. Singer gioca con il fantastico, aprendo scenari impressionanti di Tempo e Spazio, tenendo anche sull'agenda un appunto sui moltissimi mutanti di oggi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 maggio 2016)

"Piacerà ai fan del ciclo naturalmente. Molto più affezionati che quelli degli 'Avengers' e parecchio ringalluzziti dal penultimo capitolo 'Giorni di un futuro passato', successo di pubblico e di critica. Nell'Apocalisse si faranno una bella rimpatriata. E non potranno non apprezzare l'ampio spazio dato alla Lawrence (che fu costretta a fare tappezzeria quando già era stata nominata per l'Oscar). Piacerà meno agli estimatori di Bryan Singer. Tra cui noi che, dall'epoca di 'I soliti sospetti', siamo grossi ammiratori della sua capacità di sintesi e del modo di condurre le vicende corali senza mai perdere il filo. Qui lo perde. E più di una volta, nelle oltre due ore di spettacolo. Forse per l'esigenza (sua, non dello spettatore) di dare occasione ad ogni interprete di farsi il suo «cameo», forse per la smania di mettere su uno spettacolo gigante. Che, in realtà, è veramente gigantesco solo all'inizio e alla fine. Quel prologo egiziano forse meriterebbe un film a parte. E gli ultimi 20 minuti di 'showdown' reggono il confronto con le precedenti rese dei conti dei film fumetto Marvel. Chi il confronto non regge è proprio Apocalisse, che dovrebbe essere il cattivo dei cattivi, ma nella sua possenza incute molto meno timore del segaligno, ma malignissimo Magneto quando lo faceva Ian McKellen." (Giorgio Carbone, 'Libero', 19 maggio 2016)

"Rispetto alle precedenti esperienze, qui sembra tutto già visto. Ben confezionato, per carità, ma senza particolari elementi di rottura." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 19 maggio 2016)

"Bryan Singer, vero padrino del sottogenere con ben cinque cinefumetti in filmografia (...), ama a tal punto i suoi giovani mutanti, tormentati da superpoteri più imbarazzanti che esaltanti, da creare un avvincente racconto in cui i personaggi principali da coccolare sono ben dodici. (...) bravo e ironico Oscar Isaac (...). La saga è ormai un gioco complesso con tante vite, storie e regole. Se non vi perdete in questo affascinante ma complicato labirinto, il nono capitolo vi incanterà." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 26 maggio 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy