Vivere

ITALIA - 1937
Un tenore, che conduce una vita molto libera, è costretto ad accogliere in casa una propria figliola che ha finito gli studi in collegio. Il suo editore e compagno di avventure si innamora della ragazza e la seduce. Il padre, che non vorrebbe farla sposare con un ragazzo così scapestrato, quando viene a sapere tutto, deve forzatamente aderire alle nozze ma si rifiuta di perdonare la figlia e il genero. Parte per l'estero, va verso il fallimento e, quando la catastrofe sembra irreparabile, la giovane moglie parte in auto per raggiungere il tenore e implorare il suo aiuto. Vittima di un incidente stradale, che la porta in pericolo di vita può parlare al telefono con il padre, ascoltarne il perdono e la voce che canta la sua romanza prediletta. Quando il tenore e il genero, sopraggiunti velocemente, si incontrano al capezzale della giovane donna, il pericolo di morte è scongiurato e la pace torna in famiglia.

CAST

NOTE

- PRIMA DEL TITOLO DEFINITIVO ERA STATO PREANNUNCIATO COME "CANTO D'ADDIO".

- REALIZZATO NEGLI STABILIMENTI SAFA PALATINO.

CRITICA

"Un film di Tito Schipa: successo sicuro anche se è fatto più per le orecchie che per gli occhi. Gli americani sanno ormai fotografare con furbizia le scene d'opera e i grandi cantanti, ma da noi si è rimasti ingenui e si servono agli spettatori interi album di ritratti a mezzo busto del tenore famoso." (Guglielmina Setti, "Il Lavoro", 10 gennaio 1937)
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