UOMINI UOMINI UOMINI

ITALIA - 1995
UOMINI UOMINI UOMINI
Vittorio, architetto, Sandro, produttore, Tony, sarto, e Dado, ortopedico, sono quattro amici omosessuali: si divertono assieme nei locali gay, ed hanno come confidente femminile Simonetta, una costumista non più giovanissima. Vittorio è sconvolto dal tradimento del giovane collega ed ex amante Alex, che ha deciso di sposare una ragazza, da cui attende un figlio, Tony, siciliano, deve affrontare inoltre la convivenza con la vecchia ed oppressiva madre, semi paralizzata e bisognosa di cure. Sandro, che ha scoperto tardi la sua diversità, separato dalla moglie, è alle prese con i problemi psicologici e scolastici del figlio adolescente, che adora ma al quale non osa dire la verità. Dado è il più cinico ed incattivito dei tre: ma non esita a "togliere" a Tony l'amichetto militare, e teme più d'ogni altro lo spettro dell'Aids. Mentre Vittorio affronta il matrimonio di Alex, spacciandosi per suo zio e regalandogli addirittura un appartamento, Sandro tenta invano di sedurre Luca, il giovane ispettore di produzione presentatogli da Simonetta, il quale, sottoposto a pesanti avance in una notte brava dai quattro amici decide di denunciarli, per poi ritrarre. La morte della madre getta Tony nella costernazione, ma ciò non gli impedisce di accettare le avance di un ragazzo di vita che lo deruba. Poi Luca si sposa con Simonetta ed ha due gemelli; Vittorio diventa l'amante clandestino di Alex; Tony si trasferisce a New York; Dado muore d'infarto e Sandro si consola con un bassotto.
  • Altri titoli:
    MEN MEN MEN
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS
  • Distribuzione: FILMAURO (1995) - FILMAURO HOME VIDEO, BMG VIDEO, PYRAMID ENTERTAINMENT

NOTE

REVISIONE MINISTERO MARZO 1995

CRITICA

"Grossolana commedia in chiave Gay dell'ambizioso Christian De Sica, che appena si presenta l'occasione non sa resistere ai richiami della caricatura: (...) Il grande De Sica senior da lassù ha un motivo in più per dolersi dell'incorreggibile figlio, che gli usa l'ultimo affronto: dare il nome di Vittorio al suo squallido personaggio". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 gennaio 2001)
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