Tizio, Caio e Sempronio

ITALIA - 1951
Durante una passeggiata sulla via Appia, due innamorati notano un'antica statua, rappresentante un romano dall'aspetto imponente. Alla domanda della ragazza, il giovanotto risponde che si tratta d'un romano qualunque. Appena i due se ne vanno, però, la statua, scesa dal piedistallo, rievoca la carriera politica del personaggio che raffigura. Di ritorno dalla Siria, Tizio, seguace di Pompeo e innamorato di Livia, figlia del ricco mercante Caio, apprende che Pompeo è morto e Cesare si è impadronito del potere. Temendo le rappresaglie dei partigiani di Cesare, Caio scaccia Tizio e proibisce a Livia di vederlo, mentre accoglie in casa sua il seguace di Cesare, Sempronio. Caduto Cesare sotto i colpi dei congiurati, tornano alla ribalta i pompeiani. Ora tocca a Sempronio nascondersi, mentre Caio cerca di ingraziarsi Tizio. Ma poi le cose si guastano: si scopre Sempronio, nascosto nella cantina di Caio. Per ragioni diverse, Caio, Tizio e Sempronio finiscono in prigione. Caio, grazie alla sua abilità, ne esce presto: coll'appoggio della figlia di Pompeo, Tizio e Sempronio evadono dalla prigione e si rifugiano nel tempi di Iside. Il nipote di Cesare riafferma il potere e Sempronio torna in auge ... Finito il suo racconto, la statua si congeda e rimonta sul piedistallo.

CAST

CRITICA

"Tra i vari film parodistici ispirati ad epoche passate, questo ideato dal duo umoristico Marchesi e Metz e diretto da Pozzetti, non è tra i peggiori e ha anzi qualche spunto comico di indubbio effetto. Brioso il dialogo e vivace e spigliata l'interpretazione". (Alberto Albertazzi, 'Intermezzo, 16, 31 agosto 1952).
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