The Last Station

GERMANIA, RUSSIA - 2009
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The Last Station
Dopo quasi cinquant'anni di matrimonio la Contessa Sofya vede tutto il mondo in cui ha sempre creduto andare a rotoli. Suo marito, il romanziere Leo Tolstoj, a causa delle sue idee politiche ha deciso di punto in bianco di rinunciare al titolo nobiliare e alle proprietà possedute dalla sua casata e di trasformarsi in un povero diavolo come tanti altri. Chertkov, il suo discepolo prediletto, lo ha convinto a diventare vegetariano e a far insediare in casa sua un gruppo di sconosciuti che si comportano come fossero i proprietari. Leo potrebbe essersi lasciato convincere persino a cedere i diritti dei suoi scritti al popolo russo, invece che ai suoi familiari. La Contessa Sofya decide di lottare per quello che le appartiene, ma dovrà scontrarsi apertamente con suo marito, fino ad essere allontanata dalla sua vita.
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo "L'ultima stazione" di Jay Parini (Ed. Bompiani)
  • Produzione: ZEPHYR FILMS, EGOLI TOSSELL FILM, SAMFILM PRODUKTION, ANDREI KONCHALOVSKY PRODUCTION CENTER
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2010)
  • Data uscita 28 Maggio 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Manuela Pinetti
Michael Hoffman, regista di molti film ma di nessun capolavoro, trova inizialmente la strada giusta per affrontare un biopic in costume, lasciando scorrere una buona dose di brio ed evitando a piè pari il ritratto sussiegoso, sostenuto da un cast indovinato e da un buon senso del ritmo. Purtroppo il film scivola presto nel melodramma ampolloso, e non rimane che elogiare la bravura degli attori e l'accuratezza della ricostruzione storica. Un vero peccato.
Lo scrittore russo Lev Tolstoj (Christopher Plummer) è stato un personaggio sorprendente: negli ultimi anni di vita, dopo aver prodotto immortali capolavori letterari e tredici figli, decide di rinunciare al titolo nobiliare e a ogni bene materiale in nome della religione/movimento da lui creata e che porta il suo nome. Sua moglie, la contessa Sofja (Helen Mirren), non è d'accordo e i due, pur amandosi alla follia, si scontrano quotidianamente. Il timido segretario Valentin (James McAvoy) è il confidente di entrambi e diventa un manzoniano “vaso di terracotta” costretto tra due personalità indomabili. Ma è anche l'anello debole di una sceneggiatura con pochi guizzi. Estenuante il finale (con agonia di Tolstoj) nella stazione ferroviaria del titolo.

NOTE

- MARC'AURELIO D'ARGENTO COME MIGLIORE ATTRICE AD HELEN MIRREN ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009).

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2010 PER: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DI FILM DRAMMATICO (HELEN MIRREN) E ATTORE NON PROTAGONISTA (CHRISTOPHER PLUMMER).

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2010 PER: MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (CHRISTOPHER PLUMMER) E ATTRICE PROTAGONISTA (HELEN MIRREN).

CRITICA

"'The Last Station' di Michael Hoffman, coproduzione russo-tedesca tratta dal romanzo di Jay Parini sul conflitto tra Leone Tolstoi e sua moglie Sofia dopo cinquant'anni di matrimonio, sino all'abbandono e alla morte di Tolstoi, è un film più convenzionale che classico: ma la bravura non soltanto di Helen Mirren, anche di Christopher Plumrner, di Paul Giamatti e di tutti gli interpreti, è straordinaria." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 ottobre 2009)

"L'ultima stazione a cui fa riferimento il primo è quella di Astopovo, dove morì Lev Tolstoj il 7 novembre 1910, fuggendo dalla invadente moglie Sonia. Scritto dal regista, a partire da un romanzo di Jay Parini, il film punta tutte le sue carte sulla recitazione, mettendo a confronto Christopher Plummer e una (come sempre) strepitosa Helen Mirren: niente di trascendentale, per carità, ma lo spettacolo non s'inceppa mai (grazie anche a una sceneggiatura che funziona) e le quasi due ore del film scorrono via in un attimo." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 19 ottobre 2009)

"Gli ultimi giorni di Tolstoj, tra la possessiva e passionale consorte e i discepoli - avvoltoi. Polpettone evitato dalle superperformance, soprattutto di Hellen Mirren." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 20 ottobre 2009)

"L'intenso biopic in costume descrive bene gli ultimi anni di Tolstoj, rimanendo in equilibrio tra la difficoltà di vivere l'amore coniugale e l'impossibilità di vivere senza di esso." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 28 maggio 2010)

"Assai interessante invece 'The Last Station' di Michael Hoffman che con un film classico e popolare si concentra sugli ultimi annidi vita dello scrittore sovietico Lev Nikolaevic Tolstoj, tra ideali ancora strenuamente difesi (come la lotta contro le ingiustizie sociali e l'istruzione dei bambini) e contrastati rapporti familiari. A battibeccare sullo schermo dall'inizio alla fine ci sono due mostri sacri come Christopher Plummer ed Helen Mirren, miglior attrice all'ultimo Festival di Roma." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 28 maggio 2010)

"Melò appoggiato su interpreti supremi, offre l'inedito ritratto privato del maximo poeta russo ispirato all'omonimo romanzo Jay Parini. L'americano adottato British Michael Hoffman dirige con tocco leggero facendo emergere quel grottesco che di drammi e tragedie è la spina dorsale più vera." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 27 maggio 2010)
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