Romeo + Giulietta

Romeo + Juliet

USA - 1996
A Verona Beach, in California, le due famiglie dei Montecchi e dei Capuleti sono divise da un'antica rivalità. Succede però che il giovane Romeo Montecchi e la giovane Giulietta Capuleti si innamorino e siano costretti a vivere clandestinamente la loro storia. Quando in una lite Mercuzio, amico di Romeo, viene ucciso e Romeo, per vendetta, uccide un Capuleti, lo sceriffo decreta l'allontanamento di Romeo da Verona a Mantova. Frate Lorenzo cerca di venire in aiuto dei due giovani ma, per un equivoco, quando raggiunge la ragazza, Romeo la crede morta e si uccide a sua volta. Giulietta si sveglia, vede Romeo morente e si dà a sua volta la morte. La maledizione tra le due famiglie rivali prosegue.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1997.

CRITICA

"La cosa sorprendente di quest'ultimo film non è di avere collocato la storia dei giovanissimi innamorati di Verona in un ambiente contemporaneo. Va individuato piuttosto, nel massimo rispetto del testo shakespeariano e nell'ampia autonomia concessa alla cinepresa. Con un manierismo alla grande (viene in mente, ammirando la sua miscela esplosiva e i suoi giochi d'acrobazia, il nome sacro alla cinefilia di Sergio Leone) Baz Luhrmann costruisce, intorno al traliccio ben noto, un involucro da cinema giovane, il più scatenato e vivace. Il regista australiano viene dalla messa in scena di opere liriche: e lo si avverte da certi "quadri" fin troppo fitti di oggetti come la festa in casa Capuleti e la luminaria al cimitero in cui, su un catafalco scoperto, dorme Giulietta. Ma, accanto a questa derivazione che si potrebbe considerare perfino eccessiva, si pongono altre contaminazioni impensabili per una illustrazione di un testo di Shakespeare. Si va dai materiali violenti del cinema metropolitano sulla guerra per bande, ma anche questi trattati con inventiva, a motivi da "opera rock" (suggestiva la musica), dalla parodia delle saghe sulle famiglie mafiose tipo Coppola & Co. alla godibilissima presa in giro dell'occhio indiscreto della televisione che penetra dovunque. Quasi si trattasse di una diretta non stop, la telecamera sovrasta su tutto; fruga negli scontri Capuleti e Montecchi o nella festa in casa si Giulietta e, per fortuna, si ferma davanti alla stanza dei due amanti nella scena, vibrante ma contenuta visivamente, dell'addio." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 28 febbraio 1997)

"Da 'West side story' a 'Gioventù bruciata', da Clint Eastwood a Federico Fellini, da 'Hair' a 'Jesus Christ Superstar', da Edoardo II di Derek Jarman a 'Via col vento'. Ridondante come un luna-park, impreziosito da scenografie e costumi variopinti (una festa da ballo come rave-party), intriso di multi-etnicità (lo sceriffo di Mantova è coloured, come Otello), addobbato d'una colonna sonora ornatissima (Garbage, One Inch Punch, Radiohead, Butthole Surfers, The Cardigans), il film conferma e accresce, poi, il grande talento di Leonardo Di Caprio, premiato a Berlino con l'Orso d'argento per questo ruolo. Nipotino di James Dean e fratello minore di River Phoenix, l'attore ventunenne è Romeo: strepitoso, sensuale, romantico, tragico, incantevole, eternamente adolescente." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 1 marzo 1997)

"Il tutto con violenza e con furia, rubando i ritmi al video-clip, inventando scenografie da favola con citazioni anche, di altre occasioni scespiriane - una banca Shylock, un ristorante Il mercante di Venezia - e, facendo tanto più realistico e vero quanto più gli interpreti si esprimono sempre e regolarmente in versi, non nascondendo, intenzionalmente, il proprio accento americano. Fra questi, Leonardo Di Caprio, uno dei più convincenti e modernissimi Romei visti finora al cinema. Più consueta, invece, Claire Danes come Giulietta che fa rimpiangere la Natalie Wood di 'West Side Story'." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 3 marzo 1997)
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