Lo scopone scientifico

ITALIA - 1972
Ogni anno, una vecchia miliardaria americana, che ama giocare a scopone scientifico, viene a Roma con il suo segretario ed ex-amante George, s'installa in una lussuosa villa confinante con un misero agglomerato di baracche, e chiama a giocare, regalandogli un milione, lo straccivendolo Peppino e sua moglie Antonia, donna delle pulizie. I due poveracci, che hanno cinque figli e conducono una vita grama, sognano ogni volta di poter trasformare, con una grossa vincita, la loro esistenza, ma restano regolarmente delusi. Finalmente, una sera riescono a vincere più di duecento milioni. Caduta in deliquio per la rabbia d'essere stata sconfitta, la vecchia sembra lì lì per morire, ma si riprende, grazie a iniezioni e sorsate d'ossigeno, e in una nuova serie di partite batte i due poveracci, che restano di nuovo senza un soldo. Imputando il disastro a Peppino, Antonia cambia partner; invita a giocare in coppia con lei un suo spasimante, Righetto, professionista e baro, ma anche questi, cui gli abitanti della borgata hanno affidato tutti i loro risparmi, viene battuto dalla vecchia, dopo essere riuscito a vincerle quasi mezzo miliardo. Mentre Righetto tenta il suicidio, per la vergogna d'essere stato sconfitto, Peppino e Antonia si riconciliano, rassegnandosi all'imbattibilità della vecchia. A vendicarli di tante delusioni, però, ci pensa Cleopatra, la loro primogenita, che all'aeroporto consegna alla miliardaria, in partenza per l'America, un dolce avvelenato.
  • Durata: 116'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA TECHNICOLOR
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS PER DINO DE LAURENTIIS INTER MA.CO.
  • Distribuzione: CIC - DOMOVIDEO, RICORDI VIDEO, BMG VIDEO

NOTE

- DAVID DI DONATELLO 1973 A SILVANA MANGANO COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA E AD ALBERTO SORDI COME MIGLIORE ATTORE.

CRITICA

"Muovendo da uno spunto di per sé azzeccato, ma di non troppo largo respiro, la commedia, che sotto la superficie brillante cela una pungente amarezza, si svolge un po' affannosamente, riempendosi di episodi e macchiette gustosi, ma che rivelano la necessità di sopperire in qualche modo alla insufficienza della trovata iniziale. L'ottima interpretazione e il colorito, anche se un po' convenzionale, ritratto dell'ambiente di una borgata rendono comunque il film, diretto con abile mestiere, saporoso e divertente." ('Segnalazione cinematografiche', vol. 74, 1973)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy