La mia signora

ITALIA - 1964
La mia signora
"L'uccellino" - Esasperato dal ridicolo attaccamento che sua moglie nutre per il suo canarino, un ingegnere sopprime il volatile mettendo in pratica un piano ingegnoso da delitto perfetto. Infine, stufo per l'ostinazione con cui la moglie sostituisce ogni volta il canarino ucciso, sopprime la moglie.

"Eritrea" - Un costruttore è all'affannosa caccia dell'autorizzazione a lottizzare da parte di un personaggio altolocato. Quando si accorge che l'uomo prova attrazione per una ragazza di facili costumi, il costruttore fa in modo che lei adeschi il maturo dongiovanni, fingendosi sua moglie.

"I miei cari" - Marco è un uomo ammalato da lungo tempo. Tutta la sua famiglia gli rimprovera la malattia come se fosse una colpa volontaria. Avvilito, l'uomo si adagia sempre più nella propria condizione d'infermo.

"Luciana" - Un uomo ed una donna, entrambi infelicemente sposati, si conoscono e intrecciano una breve avventura mentre l'aereo sul quale viaggiano i rispettivi consorti gira per ore sull'aeroporto a causa di un incidente meccanico.

"L'automobile" - Un uomo, preoccupatissimo per il furto della sua automobile, cui è eccessivamente attaccato, trascura del tutto il fatto che la moglie lo tradisca.
  • Episodi: L'uccellino - Eritrea - I miei cari - Luciana - L'automobile
  • Durata: 115'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: DE LAURENTIIS - DOMOVIDEO, RICORDI VIDEO, BMG VIDEO

NOTE

- FILM IN 5 EPISODI: "L'UCCELLINO" DI TINTO BRASS (6'49''), "ERITREA" DI LUIGI COMENCINI (38'20''), "I MIEI CARI" (8'40'') E "LUCIANA" (34'40'') DI MAURO BOLOGNINI E "L'AUTOMOBILE" (9'30'') DI T. BRASS.

CRITICA

"I cinque brani (alcuni dei quali non superano le dimensioni di una barzelletta sceneggiata) hanno in comune soltanto i protagonisti ed una generale frettolosità di realizzazione. Ormai abusata l'interpretazione di Alberto Sordi, inconsueta invece, quella della Mangano." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 56, 1964)

"I complicati movimenti di macchina non bastano certo a rimpolpare l'evanescente spunto.(L 'uccellino); Una comicità stiracchiata [...] che banalizza nel modo più deprimente le velleità critiche del soggetto (Eritrea); Non è nient'altro che l'ipotesi crudele lasciata a mezz'aria, senza il rninimo approfondimento. (I miei cari); Lo studio dei caratteri resta allo stato di abbozzo, sopraffatto dalla grossolana suspense della situazione.(Luciana); Si riduce a un monologo di Sordi, già tutto scontato in partenza. (L'automobile); Inutile aggiungere che tutto il film si affida passivamente alla presenza di Alberto Sordi e Silvana Mangano e se la seconda trova qualche impennata da attrice di razza [...] il primo non esce dalla routine delle sue consuete caratterizzazioni." (Sandro Zambetti, "Cineforum", 40, dicembre 1964)
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