La donna della domenica

ITALIA - 1975
Il commissario Santamaria, un romano in forza presso la Questura di Torino, viene incaricato di indagare sull'uccisione dell'equivoco architetto Garrone. La presunta arma del delitto - un fallo di marmo - e alcune circostanze lo inducono a sospettare di Anna Carla, un'affascinante signora della ricca borghesia da cui il poliziotto si sente immediatamente attratto, e di Massimo, un amico di lei legato da amicizia particolare con Lello, un impiegato comunale. Le indagini si fermano per l'intricarsi degli indizi e per le raccomandazioni dei superiori che temono di suscitare un vespaio. Ma Lello, deciso a scagionare Massimo, segue una pista ben diversa da quella di Santamaria, e fruga nelle corruzioni documentate presso il catasto comunale. Ma la serie dei delitti non è finita...

CAST

CRITICA

"Dal romanzo omonimo di Fruttero e Lucentini, sceneggiato da Age e Scarpelli, un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città e della società incuriosisce, gli attori sono bravi." (Paolo Mereghetti - 'Dizionario dei film').

"Nel film (...) di Luigi Comencini va purtroppo perduto, com'è ovvio, coll'agio dilatorio della pagina, il chiacchericcio ornato dello stile. Per il resto, l'impianto non si scosta da quello, collaudato, del romanzo: in cui gli sceneggiatori Age e Scarpelli hanno insufflato lo spirito becero, ma disinvolto e pregnante, che non da oggi li caratterizza. Toccava probabilmente a Comencini castigare gli eccessi di colore, le intemperanze lessicali, i vezzi, insomma i manierismi deteriori che, in un copione tuttavia efficente, fanno pensare a un giallo all'italiana anziché, come dovevasi, alla torinese. (..) Con questi limiti e scompensi, il film mi sembra, nell'insieme, ben riuscito." (Francesco Savio, 'Il Mondo', 5 febbraio 1976)
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