La bestia nel cuore

ITALIA - 2005
La bestia nel cuore
Sabina è bella, fa un lavoro che le piace e ha un compagno che ama. Tuttavia, da un po' di tempo, strani incubi la tormentano e si domanda se è veramente felice. Quando scopre di aspettare un bambino, Sabina inizia a recuperare i ricordi legati alla sua infanzia passata in una famiglia borghese, severa e rassicurante, che nasconde però un angosciante segreto. Con l'aiuto del fratello Daniele, trasferitosi negli Stati Uniti, cercherà di recuperare la serenità e il rapporto con il suo compagno Franco...
  • Altri titoli:
    DON'T TELL
    THE BEAST IN THE HEART
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: Romanzo omonimo di Cristina Comencini (Ed. Feltrinelli)
  • Produzione: RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI PER CATTLEYA, RAICINEMA, AQUARIUS FILMS, BABE, ALQUIMIA CINEMA, BEAST IN THE HEART LTD., SKY
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 8 Settembre 2005

TRAILER

RECENSIONE

di Fabrizio Del Dongo
Dopo le polemiche seguite all'accoglienza quasi unanimemente negativa riservata al film di Roberto Faenza, c'era molta attesa per il debutto in concorso di Cristina Comencini. Attesa e insieme desiderio di smentire le notizie allarmanti sullo stato di salute del cinema italiano, da molte stagioni dato per agonizzante ma ancora in vita. Ebbene, La bestia nel cuore non solleva il malato dal suo letto di passione, gli regala tuttavia ossigeno quel tanto che basta perché gli addetti ai lavori non lascino Venezia affranti dal dolore. E' infatti un'opera corretta, senza picchi né cadute, con una struttura drammaturgica ben delineata che si evinceva già dal romanzo, scritto dalla stessa regista, che ne è fonte di ispirazione. La storia narra il viaggio interiore di Sabina, attrice di belle speranze costretta dai problemi pratici a fare la doppiatrice, alla cui coscienza appaiono improvvisamente dei tasselli di vita provenienti dal passato. Nei sogni si vede bambina, con addosso la paura e insieme il desiderio di essere accarezzata dal padre. Quando si scopre incinta di Franco, anche lui ex promettente attore, ora star di una serie tv, decide di partire per gli Stati Uniti dove vive il fratello per far finalmente luce sulla propria infanzia. La sceneggiatura si arricchisce però anche di altri personaggi: al trio Sabina fratello e fidanzato si uniscono un'amica del cuore non vedente, un regista di soap carico di rimpianti per quello che avrebbe potuto essere e invece non è, un'assistente al doppiaggio mollata dal marito per la solita ventenne. Ad essi la Comencini chiede di essere il contrappunto alla tragedia familiare che è al centro del film, regalandogli battute divertenti e arricchendoli di una feroce autoironia di cui gli altri sono totalmente sprovvisti. Persino Emilia, senza mezzi termini, per sdrammatizzare il proprio handicap si autodefinisce cieca. Gli altri no, sono monolitici nel dolore e nell'endemica tristezza. Un po' troppo, e infatti le interpretazioni migliori finiscono per essere quelle di Angela Finocchiaro e Giuseppe Battiston, cui tiene testa Stefania Rocca, interprete ormai internazionale. L'impressione di fondo è che la Comencini si trovi meglio nel dirigere gli attori brillanti, così come sembra maneggiare con maggiore padronanza i toni della commedia anziché quelli della tragedia. Tuttavia La bestia nel cuore è pur sempre opera che merita attenzione, sulla quale si capisce che l'autrice ha investito molto in termini artistici ed emotivi. E sebbene non trovi fino in fondo il registro giusto, prelude a una definitiva maturazione i cui frutti non tarderanno a farsi apprezzare.

NOTE

- COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE A GIOVANNA MEZZOGIORNO ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2005).

- VINCITORE DEL NASTRO D'ARGENTO 2006 PER: PRODUTTORE (RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI), ATTRICE NON PROTAGONISTA (ANGELA FINOCCHIARO), FOTOGRAFIA. IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER: REGIA, ATTRICE PROTAGONISTA, ATTORE NON PROTAGONISTA (GIUSEPPE BATTISTON), MONTAGGIO, SCENOGRAFIA.

- NOMINATIONS OSCAR 2006: MIGLIOR FILM STRANIERO.

- VINCITORE DEL DAVID DI DONATELLO 2006 COME MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (ANGELA FINOCCHIARO).

- IL FILM ERA STATO CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2006 ANCHE PER: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (GIOVANNA MEZZOGIORNO), ATTRICE NON PROTAGONISTA (STEFANIA ROCCA), MONTAGGIO, FONICO DI PRESA DIRETTA, EFFETTI SPECIALI VISIVI (FRANCESCO SABELLI), DAVID GIOVANI.

- IL FILM ERA STATO INIZIALMENTE VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI. LA REVISIONE MINISTERIALE DEL SETTEMBRE 2005 HA ELIMINATO IL DIVIETO.

CRITICA

"Applausi fin troppo generosi.'La bestia nel cuore' cinematografica a nostro parere non aggiunge nulla alla lettura del romanzo ed è priva di scelte stilistiche forti. Osservazioni che non impediranno al film di andar bene in sala, con il merito di portare alla visione del grande pubblico temi non consolatori. Altro merito, quello di averci strappato qualche risata di cui sentivamo il bisogno." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 9 settembre 2005)

"Attorno, anche altri personaggi che, pur incisi a tutto tondo, trovano sempre, nell'economia del racconto, il loro posto giusto e la loro attenta dimensione. In cifre, di regia e di sceneggiatura, in cui, anche quello che è scabroso, è proposto sempre di riflesso, senza accenti diretti, come, appunto, se sorgesse dall'inconscio. Per merito anche di una interpretazione costruita in ognuna con precisione rigorosa. Non solo per quel che riguarda Giovanna Mezzogiorno, una dilaniata Sabina, ma per Alessio Boni, che con giusto equilibrio è Franco, Luigi Lo Cascio, che è Daniele, Stefania Rocca, sensibilissima come cieca, Angela Finocchiaro, una Maria addirittura geniale. Un complesso di attori che onora il cinema italiano." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 9 settembre 2005)

"'La bestia nel cuore' comincia al cimitero e finisce con una nascita. (...) Trattandosi di una storia di abusi infantili in famiglia, occorreva sfuggire il didascalismo. Cristina Comencini aggira il rischio in due modi, uno molto riuscito e uno meno. Quest'ultimo, stranamente, riguarda il mondo della tv (e in subordine del cinema, visto ormai come una remota chimera), che con la sua galleria di tipi buffi e ambizioni frustrate (il regista Giuseppe Battiston, l'attricetta Francesca Inaudi) fa da controcanto satirico alla vicenda centrale, ma senza troppo mordente. Mentre è molto interessante, anzi più interessante di tutto il resto, la storia di Emilia (Stefania Rocca, sempre più brava). (...) Questi due personaggi, Emilia e Maria, sono forse i più felici del film, le loro scene sono le più libere e sorprendenti. Il resto, come molto (tele)cinema italiano di questi anni, finisce per seguire un copione un poco predigerito che la Comencini illustra da buona professionista ma senza voli. Esempio per tutti, la scena madre in cui Lo Cascio racconta alla Mezzogiorno tutto sul loro padre abusivo, così ben scritta e recitata che passerebbe anche alla radio, ma al cinema risulta stranamente poco emozionante". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 settembre 2005)

"Trasponendo il suo romanzo 'La bestia nel cuore', la regista di 'Matrimoni' e 'Liberate i pesci' si porta appresso, peraltro, tutte le indecisioni espressive, le mezze profondità psicologiche e le forche caudine ideologiche che rendono la nostra produzione media un'anatra zoppa. La storia desunta dal libro sembrerebbe quella di una Susanna Tamaro riletta alla luce del verbo à la page zapaterista. (...) Il fondo oscuro di ognuno di noi, gli enigmi che ci portiamo dentro, l'energia primaria da cui scaturisce il nostro modo di pretendere affetto sono elementi troppo dirompenti per il tipico taglio arty, artistico: Cristina Comencini ha dalla sua una bella fluidità della macchina da presa e sapienti tagli al montaggio riescono ad arginare in extremis i peggiori svolazzi lirici; ma quello che resta è un film che non sa o non vuole spingere il pedale a fondo né del crudo realismo né dell'artificio melò. Quanto alla protagonista Giovanna Mezzogiorno non ci azzardiamo a definirla meno che brava ma qualcuno dovrà spiegarci perché ci tiene (ci tengono) a (farla) risultare sullo schermo così strenuamente antipatica." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 9 settembre 2005)

"Rispetto al romanzo originario il film costituisce una rivisitazione più intensa e lucida affidata a interpreti (tutti bravi, a partire dalla bravissima Mezzogiorno) che fanno leggere le emozioni e inducono a condividerle. Per Cristina La bestia nel cuore segna il momento dal quale non verrà più considerata la figlia di Comencini, ma una cineasta in proprio; magari con la segreta aspirazione a trasformarsi idealmente in una figlioletta adottiva di Bergman. Ma è bene per lei di essere cresciuta alla scuola familiare della commedia all' italiana, una pratica le consente di schiarire le tetraggini del dramma rifugiandosi nella salvifica provvisorietà del sorriso." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 9 settembre 2005)
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