Incompreso

ITALIA - 1966
Rimasto improvvisamente vedovo, Duncombe, console britannico a Firenze si trova impreparato a risolvere i problemi relativi ai due figli, Milo di quattro anni ed Andrea di otto. A questo stato di cose crede di poter rimediare in qualche modo assumendo un'austera governante, trattando da persona adulta il figlio maggiore, al quale bruscamente comunica la morte della mamma, e vezzeggiando il più piccolo, Andrea, costretto da tale atteggiamento a rinchiudersi in se stesso, mentre sente vivissimo il dolore per la morte della mamma e ne coltiva l'affetto con mille nascoste manifestazioni, si abbandona alle monellerie tipiche della sua età, guadagnandosi una serie di rimbrotti che lo feriscono ancor di più mentre di ogni piccolo incidente il vivace Milo appare sempre come la vittima del fratello. Dell'errato atteggiamento del console si accorge soltanto suo fratello Will, che lo invita a trattare con maggiore benevolenza il figlio maggiore. Ma Duncombe, dopo avere promesso ad Andrea di condurlo con sè a Roma, per un'ennesima incomprensione, lo castiga. Il ragazzo, turbatissimo, ripete un suo abituale gioco pericoloso e si ferisce mortalmente.

CAST

NOTE

- PRESENTATO AL XX FESTIVAL DI CANNES 1967.

- DAVID DI DONATELLO NEL 1967 PER LA MIGLIOR REGIA A LUIGI COMENCINI, DAVID SPECIALE A SIMONE GIANNOZZI E STEFANO COLAGRANDE.

CRITICA

"Il film, che traccia con precisione ed abilità i caratteri dei protagonisti ed i loro contrasti psicologici, volge tuttavia troppo bruscamente alla drammaticità ed in questa si conclude. Ciò nonostante, sono da sottolineare la sicurezza di regia e la accuratezza di diversi elementi linguistici, come la fotografia ed il commento musicale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 61, 1967)
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