Il viaggio di Capitan Fracassa

ITALIA - 1990
Nel Seicento un malconcio gruppo di comici, in viaggio su di un carro dalla Spagna alla Francia, dopo aver sostato nel fatiscente castello del giovane barone Sigognac, riprende il cammino per Parigi accogliendo lo squattrinato nobile tra le sue fila. Dopo la morte di Matamoro, uno dei membri della compagnia, il carro sosta presso il marchese di Bruyères, che ha invitato tutti per una recita in una sala del suo castello. E' un'occasione splendida e allora Sigognac, vincendo la timidezza, si offre di prendere il posto di Matamoro, assumendo il nome di Capitan Fracassa. Il giovane tenterà in tutti i modi di trovare il proprio spazio in scena, scatenando l'ilarità e la furia dei presenti...

CAST

NOTE

- I QUADRI PER LA REALIZZAZIONE DEI FONDALI SCENICI SONO DI EMANUELE TAGLIETTI.

- PRESENTATO IN CONCORSO AL FESTIVAL DI BERLINO (1991)

- DAVID DI DONATELLO 1991 PER MIGLIOR FOTOGRAFIA E MIGLIOR SCENOGRAFIA. ARMANDO TROVAJOLI ERA CANDIDATO COME MIGLIORE MUSICISTA.

- NASTRO D'ARGENTO 1991 PER LA MIGLIOR SCENOGRAFIA E I MIGLIORI COSTUMI.

- CIAK D'ORO 1991 A ODETTE NICOLETTI PER I MIGLIORI COSTUMI.

CRITICA

"Scola, al centro di un consulto di intellettuali, esamina, ausculta e anatomizza 'Fracassa' come un primario. Per tenerlo sotto controllo il regista ha ricoverato fellinianamente l'eroe fra le quattro mura di Cinecittà; il film è il periplo fantastico di un sedentario". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 3 novembre 1990)

"Uno spettacolo di illusionismo, un inchino e un'occhiata in tralice al teatro in cui finzione e realtà si danno la mano, un campionario di eleganze formali. Ma anche un film dove circola aria fredda, e la favola stenta a fiorire in metafora dell'oggi, con tanti temi che serpeggiano nel racconto senza confluire nella malinconia metastorica alla quale forse aspira". (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero', 3 novembre 1990)

"Gli spunti pur curiosi, non si coagulano per dar corpo ad un racconto avvincente". (Francesco Bolzoni, 'L'Avvenire', 18 novembre 1990)

"E' tiepido, senza energie e, in fondo, senza una vera ragione d'essere. Perché fare oggi 'Il capitan Fracassa'? Il film non dà una risposta". (Morando Morandini, 'Il Giorno')

"E' soprattutto una gioia per gli occhi, dalle scene interamente girate in studio, ai costumi, al carro, gli alberi, la luna, tutto con il sapore della finzione del teatro e del sogno nei passaggi senza stacchi dalle recite alla realtà". (Alfio Cantelli, 'Il Giornale')
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