Il marchese del Grillo

ITALIA, FRANCIA - 1981
Il marchese del Grillo
Il Marchese Onofrio del Grillo, duca di Bracciano, guardia nobile e Cameriere segreto di sua Santità Pio VII, è il tipico rappresentante della nobiltà romana dei primi dell'Ottocento. Vive in una casa da fiaba, circondato da personaggi altrettanto fiabeschi che vivono ognuno in un mondo a sé stante e che difficilmente riescono ad inserirsi nella realtà: una madre affezionata, ma ostile e conservatrice; una parente povera di nome Genuflessa innamorata segretamente di lui; una sorella sposata e con un figlio. Siamo in piena occupazione francese e il potere temporale del Papa sembra poter essere scalzato dall'arrivo di Napoleone. Per fuggire alla noia, il Marchese del Grillo architetta continua burle da cui non si salva neppure il Pontefice, e si mescola spesso al popolo, frequentando bettole e osterie, e proprio al termine di una di queste serate trova un ubriaco, il carbonaio Gasperino, che è il suo perfetto sosia. Spinto dal gusto della beffa, Onofrio lo raccoglie e lo porta a casa dove metterà su una geniale farsa facendo passare il povero Gasperino per se stesso agli occhi dei suoi stessi parenti, che non si accorgono della sostituzione.
  • Altri titoli:
    Le marquis s'amuse
  • Durata: 135'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO, EASTMANCOLOR, TELOCOLOR
  • Produzione: LUCIANO DE FEO PER OPERA FILM PRODUZIONE (ROMA), RENZO ROSSELLINI PER GAUMONT (PARIGI)
  • Distribuzione: D.A.C., GAUMONT VALE - DOMOVIDEO, MULTIGRAM, MONDADORI VIDEO

NOTE

- TRA GLI INTERPRETI LA COMPAGNIA DEL TEATRO ALIBERTI.

- IL FILM VINCE: L'ORSO E 3 NASTRI D'ARGENTO, MIGLIORE SCENOGRAFIA E COSTUMI E MIGLIOR ATTORE: PAOLO STOPPA; DAVID DI DONATELLO 1982 PER LA MIGLIORE SCENOGRAFIA (LORENZO BARALDI) E MIGLIORI COSTUMI (GIANNA GISSI).

CRITICA

"Solo un Monicelli in gran forma poteva affrontare una simile materia senza cadere nella farsaccia e nelle volgarità cui certi film in costume (anche interpretati da Sordi stesso) ci hanno abituato. Il regista, invece, pur mantenendo sempre un alto grado di spettacolarità, che strappa frequenti e convinte risate, ha composto un affresco, spietato e divertito, grottesco e affettuoso, arguto e meditato, su un mondo in sfacelo, su una classe devitalizzata, su abitudini e costumi i cui segni, più incisivi di quanto si pensa, ancora permangono nella società italiana. (...) Un discorso a parte merita Alberto Sordi, qui in una delle migliori interpretazioni di tutta la sua carriera. Così mattatore non l'avevamo mai visto: ma neanche così misurato ed efficace, così esplodente eppure ricco di sfumature. Nella duplice parte del marchese e del carbonaio ubriacone dimostra come si possa cambiar faccia senza dover ricorrere al trucco." (Valerio Spiga, 'Il Resto del Carlino', 24 dicembre 1981).

"Commedia sboccata e (semi)divertente di Mario Monicelli, che invade il terreno della satira papalina fino ad allora proprietà esclusiva di Luigi Magni: è un film astuto, ricco di battute spiritose e di costumi sgargianti. Tre comunque i difetti: il romanesco, la volgarità e l'eccessiva lunghezza. Alberto Sordi è perfetto, ma Paolo Stoppa e Flavio Bucci gli stanno degnamente a ruota". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 24 aprile 2001)
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