I cadetti di Guascogna

ITALIA - 1951
I cadetti di Guascogna
Due amici, Walter ed Ugo, corteggiano Vittoria, la figlia del signor Angelo, proprietario del bazar del paese, che, decisamente contrario a entrambi i pretendenti, manda la figlia a Bracciano da una zia. I due amici però, vengono chiamati alla leva e destinati proprio a Bracciano. Lì, durante la libera uscita, incontrano Vittoria e le danno un appuntamento per portarla al cinema. Il giorno stabilito, però, non possono uscire dalla caserma, perché consegnati e mandano al loro posto Nino, di cui Vittoria si innamora. Tra un equivoco e l'altro, il signor Angelo viene informato dei fatti, proprio quando Vittoria, dopo aver visto Nino in compagnia di una soubrette, ha deciso di non vederlo mai più. In verità la soubrette non è altri che la sorella del militare e, per aiutare lei e la compagnia, Walter, Ugo e tutti gli altri improvviseranno uno spassoso spettacolo di varietà.
  • Durata: 86'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMICO, COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: canzone omonima di Armando Fragna, Alberto Larici e Nino Rastelli
  • Produzione: EXCELSA FILM
  • Distribuzione: MINERVA

NOTE

- TRA GLI INTERPRETI: IL BALLETTO BERNINI E LA NEW ORLEANS JAZZ BAND.

- GIRATO NEGLI STABILIMENTI DELLA FARNESINA.

CRITICA

"Ricostruito con tutti gli 'sketches' comici delle riviste di Billi e Riva, questo film oltre ad non avere il pregio dell'originalità è anche indecorasamente diretto e montato (...)". (F. Gabella, "Intermezzo", n. 19 del 15 ottobre 1950).

"E' un offesa vera e propria rivolta al buon cinema universale e pure il successo commerciale c'è (...) qui il cinema non esiste (...). E ce ne dispiace per certi artisti che godono un ottimo nome (...): la Dondini, per esempio, Campanini (...) e soprattutto due giovani comici chesapientemente guidati (...) potrebbero darci qualcosa di veramente buono: alludiamo a Walter Chiari e Ugo Tognazzi che formano una coppia indovinata (...); unicamente per loro alcune scene dei "Cadetti" sono tollerabili." (Renato Morazzani-Pietri, "Hollywood", n. 276 del 1 gennaio 1951
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