GUARDIA, GUARDIA SCELTA, BRIGADIERE E MARESCIALLO

ITALIA - 1956
E' la storia di quattro uomini, che vegliano all'ordinato svolgimento della vita cittadina. Alberto è il vigile zelante, scrupoloso, pignolo, che nel comminare contravvenzioni raggiunge giornalmente le più alte percentuali. Peppino, guardia scelta, è addetto all'ufficio contravvenzioni; ma le sue preoccupazioni sono di natura più elevata, giacché ha composto un nuovo inno per i vigili e sogna di vederlo adottato in luogo dell'attuale. Il brigadiere Pietro è un tipo bonario, un pacioccone: ha una figliola ed un ragazzino. Il maresciallo è un uomo comprensivo ed umano: dirigere i metropolitani sarebbe per lui un compito abbastanza semplice, se non ci fossero, a complicarlo, le manie di due suoi dipendenti. Alberto vorrebbe diventare interprete e studia accanitamente il francese, servendosi degli appositi dischi; Peppino non fa che pensare al suo inno e nella speranza di spuntarla ricorre alla protezione di un Monsignore, suo lontano parente. Ma Alberto viene bocciato all'esame di francese e il sogno di Peppino resta tale. La figlia di Pietro sposa un giovane pugile e Peppino e Alberto si fanno in quattro per aiutare Pietro nei preparativi. Alla fine Alberto verrà trasferito a Milano: il maresciallo ha voluto punirlo per le troppe contravvenzioni elevate.

CAST

CRITICA

"(...) Si ride soprattutto con l'impagabile Sordi, ma a tirare le somme il respiro dell'opera è corto, i personaggi sono semplici macchiette, i suoi motivi risultano quasi sempre angustamente comunali, come se il film si rivolgesse esclusivamente al pubblico dell'Urbe".
(G. Cattivelli, "Libertà", 28/4/1956).

"Commedia bonarie e finta ingenua dell'acuto Mauro Bolognini, che toglie le unghie an neorealismo di Zavattini e compagni in un gradevole quadretto di borgata in cui si può perdonare qualche eccesso caricaturale. Le ingenue parentesi sentimentali e familiari danno ancor più risalto ai duetti incrociati tra i quattro simpatici protagonisti in divisa e soprattutto allo strepitoso e divertentissimo assolo di Alberto Sordi davanti all'esaminatore di francese". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 15 dicembre 2000)
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