Ester e il re

Esther and the King

ITALIA - 1960
Mentre s'appresta a sposare il soldato persiano Simone, Ester, una bella fanciulla ebrea, viene condotta a forza nell'harem del Re, che deve scegliersi una moglie. Il promesso sposo si ribella alle guardie reali ed è costretto a fuggire. Ester spera di sottrarsi alla infelice sorte, ma suo zio Mardocheo, uno dei consiglieri del Re, l'esorta ad accettare la corona. Potrà così giovare al popolo ebreo, oppresso dalla crudeltà del potente primo ministro Aman. Il re persiano Assuero sceglie Ester come consorte ed il benefico influsso della fanciulla non tarda a far breccia nell'animo di lui. Ma Aman, vedendosi esautorato, medita la vendetta. Nascosti in un tempio ebraico alcuni falsi documenti che comproverebbero la doppiezza di Mardocheo, fa sì che Assuero, incollerito, si distacchi dalla consorte e ponga la colonia ebrea di fronte ad un'alternativa: rinnegare la religione o essere sterminata. Intanto Aman passa all'offensiva. Occupato il palazzo reale tenta, ma invano, di uccidere Assuero. Il re allora arma gli ebrei e ne affida il comando a Simone. Dopo un'aspra battaglia, gli ebrei sconfiggono gli armati di Aman e salvano Mardocheo. Simon muore per le ferite riportate nella lotta ed Assuero, tornato sul trono, convincerà Ester perché rimanga al suo fianco.

CAST

NOTE

- REGIA: PRESENTATO IN ITALIA COME FILM DI RAOUL WALSH DIRETTO DA MARIO BAVA. IN REALTA' BAVA (SPESSO NON ACCREDITATO) CURO' LA REGIA DELLA VERSIONE ITALIANA DEL FILM E DIRESSE MOLTISSIME SEQUENZE.

- IL FILM E' STATO GIRATO A CINECITTA' CON PERSONALE TECNICO QUASI TUTTO ITALIANO.

CRITICA

"Il film rappresenta un'impresa interessante; è fedele, se non al testo che lo ispira (il 'Libro di Esther') almeno allo spirito che l'anima e testimonia una viva simpatia per il popolo ebraico. Walsh crea un clima drammatico relativamente originale per un film 'biblico' e mette un soffio di vita ai personaggi che ci presenta. La scenografia, anche se di carta pesta, non è per nulla invadente (...). Walsh ha capito che l'importante era suggerire un'epoca." (Philippe Haudiquet, "Revue du Cinéma", 179 dicembre 1964)

"Episodi immaginari ed elementari arbitrari sono intrappolati, in questo film, ai fatti narrati nell'antico testamento. Di scarso rilievo artistico, il film concentra i suoi sforzi esclusivamente sull'aspetto spettacolare del racconto, convenzionalmente interpretato e diretto." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 49, 1961)
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