Diabolik

ITALIA - 1967
Diabolik
Nonostante le precauzioni prese, ancora una volta Diabolik riesce a ingannare l'ispettore Ginko, e così dieci milioni di dollari finiscono nel suo segretissimo rifugio, dove vive con la fidatissima compagna Eva Kant. I due continuano a compiere insieme azioni criminose, riuscendo sempre a mettere in difficoltà Ginko il quale, con la speranza di catturare Diabolik, organizza un piano, servendosi d'una favolosa collana di smeraldi, appartenente a un ambasciatore, poiché è convinto che il gioiello desterà l'interesse di Diabolik. Questi ha infatti deciso di regalare le pietre preziose alla sua Eva e, nonostante tutte le precauzioni prese dall'ispettore, vi riesce con un ingegnoso artificio. Per mettere al sicuro le sue riserve auree, lo Stato fa fondere tutto il suo deposito in un unico lingotto d'oro di venti tonnellate, al fine di renderne impossibile il furto a Diabolik. Però questi riesce ugualmente a impossessarsene e a portarlo nel suo rifugio. Ma, mentre Diabolik sta fondendo l'oro in piccoli lingotti, irrompono l'ispettore e i suoi amici: Eva fa in tempo a fuggire, mentre Diabolik viene investito da un getto d'oro fuso che lo avvolge completamente. Quando Eva va a rivedere per l'ultima volta il suo uomo, ridotto ormai a una statua aurea, gli occhi di Diabolik si aprono e ammiccano furbescamente...
  • Altri titoli:
    Danger: Diabolik
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: personaggio dei fumetti di Angela Giussani e Luciana Giussani
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS CINEMATOGRAFICA, MARIANNE PRODUCTIONS
  • Distribuzione: PARAMOUNT (1968)

NOTE

- PRIMA PROIEZIONE 26 GENNAIO 1968.

CRITICA

"Basato su una serie di fumetti di grande successo, il film è stato realizzato con un'elaborata cura formale raggiungendo spesso risultati apprezzabili con tutta una serie di trovate e di trucchi ben riusciti, ma cadendo anche spesso in errori d'imperdonabile grossolanità. Abbastanza felice la scelta degli attori, soprattutto quelli secondari, che hanno introdotto nella storia un elemento di farsesca comicità." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 63, 1968)
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