Contestazione generale

ITALIA - 1969
"La bomba alla televisione" - Riccardo, regista d'avanguardia, ha ricevuto l'incarico dalla televisione di girare un servizio sulla contestazione in modo moderno e rivoluzionario. Il giorno della proiezione, davanti agli increduli dirigenti della TV, il servizio risulta talmente sconcertante che i funzionari non sanno come comportarsi, anche perché si è sparsa la voce che l'autore sia stretto parente di un'alta personalità. Scoperto che questo non è vero, il servizio non va più in onda.

"L'università" - Alcune stravaganti manifestazioni studentesche.

"Concerto a tre pifferi" - Il ragioniere Beretta, che ha un figlio contestatore il quale gli rimprovera di essere "asservito al capitale", durante un viaggio in America con il principale, il commendatore Cavazza, stanco di essere tiranneggiato, lo abbandona in una strada di New York, poi si pente e lo cava d'impaccio. Cavazza gli si mostra grato, ma una volta in Italia lo licenzia. Sfogatosi col figlio, Beretta finisce per schierarsi dalla sua parte.

"Il prete" - Don Giuseppe, parroco in uno sperduto paese, riceve lettere anonime che lo accusano di intendersela con la cassiera di un bar. Da un colloquio con costei apprende che la ragazza è da nove anni l'amante di un suo confratello. Convocato in diocesi, al Vescovo che gli annuncia di aver deciso la soppressione della sua parrocchia, Don Giuseppe, con tutto quello che ha saputo e visto, trova il coraggio di chiedere il trasferimento in città e il permesso di prendere moglie.

CAST

CRITICA

"Un film in tre episodi su un tema d'attualità riproposto in chiave comica ma svolto in modo diseguale e con scarso mordente". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 70, 1971)

"Malgrado la presenza di Gassman, Manfredi e di Sordi, si poteva pensare che, con la firma di Luigi Zampa, un film che si ispira a uno dei fenomeni più quantitativi del nostro tempo, avrebbe offerto più mordente [...]. L'episodio di centro ('Concerto a tre pifferi') [...] si risolve in farsa. [...] E l'episodio di Sordi? [...] si tocca addirittura la contestazione ecclesiastica! E nell'impianto del personaggio c'era davvero una finezza patetica che Sordi aveva colta". (Filippo Sacchi, "Epoca", 26 aprile 1970).
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