Che gioia vivere

ITALIA - 1961
Roma 1921. Dopo la naja, Ulisse e Turiddu non se la sentono di tornare al loro paesello e decidono di rimanere nella grande città. Allettati da un premio di ingaggio, s'iscrivono ai fasci di combattimento e vengono incaricati di svolgere un'inchiesta fra le tipografie cittadine per scoprire dove sono stati stampati certi volantini di propaganda antifascista. Saputo che i manifestini sono usciti dalla tipografia Olinto & Figli, Ulisse capisce che i tipografi sono una simpatica famiglia e che la figlia più giovane di Olinto è una bella e brava ragazza. Per questo motivo decide di farsi assumere come apprendista tipografo. Frequentando i Fossati viene a scoprire che sono in rapporto con un gruppo di anarchici, ma a lui, in fondo, la politica non interessa, quindi fa finta di niente. Più tardi, però, è costretto a farsi passare per anarchico col nomignolo di "El camposanto", e viene incaricato di compiere un attentato durante la visita a Roma di quattro generali. Accade però che il piano va all'aria perché la famiglia Fossati è schedata dalla polizia e tutti vengono arrestati preventivamente. Ma dalla prigione si può evadere e il nostro eroe, per mantenere fede alla promessa, approfitta per andare, insieme alla figlia del signor Olinto, a compiere l'attentato. Naturalmente Ulisse è tutt'altro che propenso a compiere violenze e le sue bombe sono soltanto dei... cavolfiori! In città giungono però due autentici terroristi che mettono nei guai Ulisse, ritenuto il vero attentatore. Ulisse scopre casualmente dove i terroristi intendono collocare le bombe e tenta di sventare i loro piani, ma la sua opera è ostacolata dai fascisti che, invece, desiderano che gli attentati riescano per poter, poi, reagire a loro modo. Comunque tutto finisce nel modo migliore: le bombe scoppiano ma per la previdenza di Ulisse, senza danni. Ulisse viene però pestato dai fascisti e torna in carcere perché considerato un pericoloso anarchico...

CAST

NOTE

- IL FILM E' STATO GIRATO NEGLI STABILIMENTI DI CINECITTA'. ESTERNI A ROMA.

CRITICA

"Una regia attenta e calibrata e la buona interpretazione di un notevole complesso di attori, fa sì che il film risulti assai divertente e brillante. Ottima la ricostruzione ambientale e piena di finezze la satirica rievocazione del costume dei tempi." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 50, 1961)
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