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Il premio, alla sua terza edizione, viene assegnato a un regista che ha dato una testimonianza significativa di ricerca spirituale. “Angelopoulos ha affrontato temi che toccano l’anima della persona, il suo è un cinema dell’interiorità” ha dichiarato monsignor John P. Foley. “Sono sorpreso dell’attenzione che la Chiesa cattolica riserva alle mie opere e che già in passato mi ha dato altri tre riconoscimenti – ha affermato il regista – Io sono agnostico, non ho fede religiosa, ma credo di aver sempre rispettato con la mia persona e con le mie opere la fede degli altri”.
“Angelopoulos ha affrontato temi che toccano l'anima della persona, il suo è un cinema dell'interiorità” ha dichiarato monsignor John P. Foley. “Sono sorpreso dell'attenzione che la Chiesa cattolica riserva alle mie opere e che già in passato mi ha dato altri tre riconoscimenti - ha affermato il regista - Io sono agnostico, non ho fede religiosa, ma credo di aver sempre rispettato con la mia persona e con le mie opere la fede degli altri”. Il Premio Bresson, che in precedenza è andato a Giuseppe Tornatore e a Manuel de Oliveira, ha come sponsor Medusa Film e RaiCinema.
“Sono molto contento e stupito - ha detto visibilmente soddisfatto Theo Angelopoulos al momento di ritirare il premio - per l'interesse che la Chiesa cattolica dà sempre al mio lavoro; un interesse che è ancora più importante dato che io non sono credente. Ma questa è la prova di quanto io ho sempre sostenuto, anche nei miei film, e cioè che il cinema, il lavoro di ognuno, deve essere aperto a più letture”.



