Si è svolta ieri la quarta e ultima giornata del Lecco Film Fest 2026, il festival promosso da Confindustria Lecco e Sondrio e organizzato da Fondazione Ente dello Spettacolo. Quattro giorni che hanno trasformato Lecco in un luogo di dialogo tra cinema, cultura e società, richiamando migliaia di spettatori a incontri, proiezioni e appuntamenti diffusi nei suoi spazi simbolo. Un'edizione che ha ampliato come mai prima il proprio programma, arricchendolo di appuntamenti e che ha registrato una grande partecipazione di pubblico in tutte le sedi del festival.

Momento culminante della giornata conclusiva, la serata al Teatro della Società, dove Stéphane Brizé, protagonista dell'omaggio che ha accompagnato l'intera manifestazione, ha ricevuto dal Sindaco di Lecco Filippo Boscagli un riconoscimento da parte della città: «siamo stati colpiti non solo dalla presenza di Stéphane Brizé, ma anche dal fatto che abbia scelto di fermarsi per cinque giorni a Lecco, vivendo con noi questa esperienza. Ha contribuito a scrivere una nuova pagina della storia culturale della nostra città». Il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Marco Campanari e il presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo Mons. Davide Milani hanno consegnato al regista anche un riconoscimento da parte del festival. In apertura di serata è intervenuto Fabio Dadati, Camera di Commercio di Como-Lecco, fra le istituzioni che hanno sostenuto questa edizione del festival. Il regista, da parte sua, ha evidenziato come servano persone che abbiano le idee e i progetti, imprese che li finanzino e politici che capiscano: soltanto così si possono organizzare iniziative come il Lecco Film Fest.

La serata è stata segnata anche dalla consegna degli attestati ai giovani registi di Nuovi Talenti Lab, il percorso gratuito di alta formazione per registe e registi under 35 promosso da Fondazione Ente dello Spettacolo con il sostegno del MiC e di SIAE nell'ambito del programma “Per Chi Crea”. A consegnare gli attestati anche il regista Peter Marcias, che nel pomeriggio aveva presentato al pubblico il suo “Quasi grazia”. A chiudere il festival, la proiezione di Un altro mondo (2021), introdotta da un dialogo tra Brizé e Federico Pontiggia della Rivista del Cinematografo.

La giornata si era aperta in Piazza XX Settembre con l'incontro conclusivo del percorso dedicato agli 800 anni di San Francesco: introdotti da Mons. Davide Milani e moderati da Daniele Bellasio,

vicedirettore de “Il Sole 24 Ore”, Elisa Anzaldo, vicedirettrice del TG1, Luciano Fontana, direttore del “Corriere della Sera”, e Gianni Riotta si sono confrontati sul mestiere dell'informazione e sull'invito di Papa Francesco a “disarmare le parole”: una riflessione su come la tecnologia, i social e ora l'intelligenza artificiale stiano cambiando il lavoro di chi fa informazione.

Nel pomeriggio, al Cinema Nuovo Aquilone, la proiezione de La bolla delle acque matte ha preceduto la consegna del Premio Lucia ad Anna Di Francisca, che ha poi dialogato con il pubblico insieme all'attore Fausto Russo Alesi e a Valerio Sammarco della Rivista del Cinematografo. Nella motivazione del premio si è letto: «Per questa capacità di dare dignità e voce alle sfumature del femminile, senza mai innalzare i toni, il Lecco Film Fest consegna con gratitudine il Premio Lucia ad Anna Di Francisca: una regista che ha sempre saputo mettere a fuoco ciò che altri preferivano lasciare sullo sfondo».

In Piazza XX Settembre è tornato il tema francescano dell'amore come libertà. Francesca Fialdini ha presentato il suo libro Come fossi una bambola in dialogo con Antonella Sciarrone Alibrandi, giurista e giudice della Corte Costituzionale, con la moderazione di Gianluca Arnone, caporedattore della Rivista del Cinematografo. Partendo dal richiamo di San Francesco — se non c'è libertà non c'è amore — la giornalista ha attraversato le cinque storie raccolte nel libro, scritte avvalendosi del contributo di uno psicoterapeuta, per raccontare quelle relazioni in cui pensiamo di essere liberi nelle nostre scelte senza accorgerci che, di fatto, non lo siamo. L'evento è stato realizzato in collaborazione con l'iniziativa Libri Liberi di Confindustria Lecco e Sondrio.

Grande emozione poi per l'incontro con il regista Francesco Patierno e l'imprenditore Marco Galbiati, che hanno presentato, moderati dal giornalista Giancarlo Ferrario, il progetto cinematografico Il tuo cuore la mia stella: il film, diretto da Patierno e presto in distribuzione, racconta la vicenda personale di Galbiati e della perdita del figlio Riccardo, scomparso giovanissimo. «È come se Riccardo stesse usando me per portare i suoi messaggi qui sulla Terra. Il dolore per la sua perdita si è trasformato in amore e nella voglia di fare cose belle» ha raccontato Galbiati.

«La storia me l’ha raccontata il produttore Piergiorgio Bellocchio – ha spiegato Patierno – ma all’inizio non ho detto subito sì: mi sembrava difficile entrarci. Poi sono arrivate le idee giuste e, grazie alla fiducia di Marco, è nato anche un grande rapporto di amicizia. Non è solo la storia della perdita di un figlio, ma il viaggio di un uomo in una terra sconosciuta, con un fortissimo impatto emotivo. Protagonista è Alessandro Preziosi». E Galbiati ha aggiunto: «Vedere il film è stato molto impegnativo dal punto di vista emotivo, perché ci ha fatto rivivere quello che abbiamo vissuto. Gli attori sono stati straordinari: dopo aver parlato a lungo con noi, ci hanno restituito con grande autenticità. Mi ha colpito anche il modo in cui il film racconta il momento in cui viene chiesto di donare gli organi di un figlio:

è una scelta difficilissima, ma oggi la donazione degli organi è una battaglia che continuiamo a portare avanti».

Protagonista dell'ultimo appuntamento di Cinematografo Incontra di questa edizione è stata l'attrice Benedetta Cimatti, che ha ripercorso con Gianluca Arnone le tappe della sua carriera, dagli studi fino all'esperienza internazionale sul set della serie tv M - Il figlio del secolo. L'attrice ha raccontato il rigoroso metodo di lavoro sperimentato durante la produzione: «La cura dedicata al personaggio è incredibile. Gli inglesi hanno un metodo scrupolosissimo, fatto di prove su prove. È tutto studiato: da come sposti un bicchiere a come indossi un cappotto, fino a come ti muovi in scena. A quel punto sei diventato il personaggio».

Si chiude così un'edizione che, attraverso il tema “Con tutte le sue creature”, ha confermato il Lecco Film Fest come uno spazio privilegiato di confronto tra cinema, cultura e comunità, capace di mettere in dialogo grandi protagonisti del panorama nazionale e internazionale con il pubblico e con il territorio.