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Paul Schrader
(Cinematografo/Adnkronos) – Per Paul Schrader, come lui stesso ammette, è impossibile smettere di raccontare uomini tormentati dalla colpa. "Sono stato cresciuto secondo la tradizione calvinista olandese e, sapete, Freud diceva che si è già programmati all'età di cinque o sei anni", dice il regista durante la conferenza stampa di 'The Basics of Philosophy', presentato 'Fuori Concorso' alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia.
"Una volta che ti hanno instillato quella programmazione, non fai altro che eseguire quel programma per il resto della tua vita, e non importa quanto lontano tu corra o quanto veloce tu corra, non riesci a sfuggire alla tua infanzia". Quella del regista ottantenne "è stata caratterizzata dalla predestinazione, dal senso di colpa e dalla redenzione. Ho frequentato scuole cristiane fino alla facoltà di teologia. Quindi non so come farei a non scrivere di senso di colpa e redenzione".
Dopo un giocatore di carte e un giardiniere ("uomini che si nascondono dietro la maschera del professionista"), qui racconta un professore. L'attore Jack Huston interpreta John Jorissen: insegna filosofia in un piccolo ateneo del Midwest americano e sta scrivendo un saggio su Baruch Spinoza. La sua vita si divide tra l'insegnamento, la scrittura e il tempo trascorso con la compagna Becca, anche lei docente, e con Willie, il figlio adolescente di lei. Jorissen è brillante, severo e distaccato. Qualcosa, nel suo passato, continua a tormentarlo. Alla morte del padre Melvyn, con cui aveva un rapporto difficile, l'improvvisa comparsa al funerale di un giovane, Miguel Basque, sconvolge Jorissen. Attraverso alcuni flashback riaffiora un tragico evento del passato che vede protagonisti il giovane professore e Miguel, figlio del giardiniere di famiglia.
Nel cast anche Sofia Boutella nei panni di Becca, compagna e collega di Jorissen nel dipartimento, Daniel Zovatto, Bill Pullman e Dana Delany, Shiloh Fernandez, Karl Glusman ed Elizabeth Petruso. Senza dimenticare Martin Scorsese, nel ruolo di produttore esecutivo. I due hanno formato una delle coppie più potenti del cinema americano tra gli Anni 70 e 80, firmando insieme 'Taxi Driver', 'Toro scatenato' e 'L'ultima tentazione di Cristo'. Per Scorsese è la seconda volta come executive producer di un film di Schrader, dopo 'Il collezionista di carte', presentato a Venezia nel 2021.
Huston spiega che ad attrarlo è l'assenza di qualsiasi mostruosità: "Non è il ritratto dell'uomo cattivo, quello che arriva con il coltello alzato. È qualcuno che vive sotto gli occhi di tutti. È un uomo qualunque", osserva. "Mi sembrava un ritratto molto interessante di qualcuno che lotta con una parte terribile del proprio passato mentre cerca di capire: 'sono un mostro?'".
A proposito della sequenza in cui Jorissen cammina accanto a un filosofo morto da tempo, discutendo se gli esseri umani siano davvero capaci di cambiare, Huston ha raccontato di aver pensato a chi vorrebbe al suo fianco in quella passeggiata. "Se dovessi camminare con qualcuno, probabilmente sarebbe mio nonno", dice, riferendosi all'attore e regista premio Oscar John Huston. "Ho molte domande sulla vita, sul lavoro, su tutto. È morto quando ero molto giovane, ma per fortuna ho familiari che hanno condiviso con me i suoi pensieri, la sua vita, i suoi insegnamenti", conclude.



