“Il premio Robert Bresson 2023 va a Mario Martone: autore colto, poliedrico, non incasellabile nei tradizionali schemi della critica italiana – si legge nella motivazione. – Un lavoro caratterizzato dalla eterogeneità dei temi e dei materiali – teatro, opera, Storia, letteratura – e dall’unicità di un percorso votato all’apertura continua, al dialogo, alla ricerca di accordo. Un procedere per sconfinamenti e mappature, una testimonianza preziosa di cinema impuro, dilatato, votato per indole e per nascita (la napoletanità), ad accogliere. Stupire e stupirsi: in questo doppio movimento centrifugo e centripeto s’intravede forse la meccanica inquieta e passionale di un cinema che cerca nella tradizione dell’arte e nei saperi delle tante culture che lo abitano una misura del vivere e del sentire umano. Uno sforzo affascinante, temerario, sospinto da una fede incrollabile nel gesto registico totale. Un guardare lontano, oltre la soglia di campo e fuoricampo, pronto a cogliere l’istante inatteso e rivelatore”.

Mario Martone e Davide Milani (foto di Stefano Micozzi)
Mario Martone e Davide Milani (foto di Stefano Micozzi)

Mario Martone e Davide Milani (foto di Stefano Micozzi)

Mario Martone, regista e sceneggiatore, ha realizzato i lungometraggi Morte di un matematico napoletano, L’amore molesto, Teatro di guerra, L’odore del sangue, Noi credevamo, Il giovane favoloso, Capri-Revolution, Il sindaco del rione Sanità, Qui rido io, Nostalgia, Laggiù qualcuno mi ama. Ognuno di questi film è connesso a una serie articolata di spettacoli teatrali, documentari, cortometraggi, messe in scena di opere liriche che costituiscono l’insieme del suo lavoro. Ha fondato i gruppi Falso Movimento e Teatri Uniti e diretto i teatri stabili di Roma e di Torino. Ha creato nel 1999 il Teatro India a Roma. Nel 2018 il museo Madre di Napoli gli ha dedicato una grande mostra personale. In piena pandemia ha realizzato un Barbiere di Siviglia e una Traviata sotto forma di film per la televisione. Per la sua attività cinematografica ha ricevuto un Leone d’Argento - Gran Premio della giuria alla 49a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, quattro David di Donatello, cinque Nastri d’Argento, tre Globi d’Oro. La Rivista del Cinematografo gli ha attribuito due premi “Navicella Cinema Italiano” per il miglior film dell’anno: nel 2010 per Noi credevamo e nel 2015 per Il giovane favoloso. Nel 2023 riceve il premio Robert Bresson, il riconoscimento della Fondazione Ente dello Spettacolo con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura e del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.