Con il premio Robert Bresson il nome di Marco Bellocchio viene accostato a quello di un campione del cinema della credenza come il cineasta francese perché, come si legge nella motivazione: «La realtà così com’è non basta, sembrano suggerirci entrambi. Bisogna aprirla con il bisturi del cinema perché possa sgorgare l’invisibile, che si manifesta come mistero di luce e di ombre. Sul piano inclinato delle macchinazioni della Storia – ricca di accenti escatologici in Bresson, più terreni in Bellocchio – il cinema di questi due giganti non scivola mai ma risale, cercando quella libertà che vince ogni gravità, fino alla morte. Ed è la croce la chiave di volta iconografica che sorprendentemente sospinge entrambi: là dove lo schermo si incurva nel bagliore della Grazia, in Bresson. Nella vita che si schioda, liberata dalla preghiera di un bambino, in Bellocchio».

Beatrice Belleggia (Pianegonda), Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Davide Milani
Beatrice Belleggia (Pianegonda), Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Davide Milani

Beatrice Belleggia (Pianegonda), Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Davide Milani

(Karen Di Paola)