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Aurora Giovinazzo © Erica Fava / Pif © Adolfo Frediani / Alba Rohrwacher © Stephanie Gengotti
Terza giornata per la settima edizione del Lecco Film Fest, il festival promosso da Confindustria Lecco e Sondrio e organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Quattro giorni di proiezioni, incontri, masterclass, presentazioni di libri, percorsi formativi ed eventi speciali, riuniti quest’anno attorno al tema “Con tutte le sue creature”, ispirato al Cantico delle Creature nell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi.
Si parte alle ore 9.30 al Cinema Nuovo Aquilone con la proiezione degli episodi 3 e 4 di Portobello, la serie di Marco Bellocchio. La vicenda di Enzo Tortora (un immenso Fabrizio Gifuni), il celebre conduttore del programma televisivo Portobello – in onda dal 1977 per sette edizioni – accusato da alcuni collaboratori di giustizia di essere parte di un’associazione camorristica dedita al traffico di stupefacenti. Tortora fu recluso in carcere e processato per anni prima di essere definitivamente assolto da ogni accusa. Dopo la straordinaria Esterno notte sul sequestro di Aldo Moro, ecco la seconda miniserie del più grande regista italiano: nell’epoca in cui tutto è true crime, la ricostruzione di questo caso epocale è true Bellocchio: un lungo film che è un altro specchio delle sue ossessioni, dallo spettro della follia all’assurdo pirandelliano fino all’incubo psichiatrico. Nastro d’Argento per la Serie tv dell’anno.
Alle ore 11.00 al Palazzo delle Paure, si chiude il percorso di formazione Opera prima con la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione del corso di formazione, in collaborazione con Istituto G. Toniolo.
Alle ore 11.30 al Cinema Nuovo Aquilone, Giorgio Pasotti presenta Rosso Volante di Alessandro Angelini in cui interpreta Eugenio Monti, campione di bob. Il film inizia nel 1964, quando Monti ha 36 anni. Ha vinto quasi tutto, ma gli manca l’Oro olimpico. “Rosso Volante”, come lo soprannomina Gianni Brera per l’audacia e per il colore dei capelli, è deciso quindi a conquistare l’Oro ai Giochi olimpici Invernali di Innsbruck. Realizza un tempo eccezionale, ma durante la gara si accorge che il rivale Tony Nash ha perso un bullone e, senza pensarci un attimo, gli dà il suo. Un gesto di grande lealtà sportiva che permette agli inglesi di vincere l’Oro, mentre l’Italia deve accontentarsi del Bronzo. Per l’eccezionale esempio di fair play, il Comitato Olimpico Internazionale premia Monti con il trofeo Pierre De Coubertin, considerato la più alta onorificenza per un atleta. Liberamente ispirato all’opera letteraria Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda di Stefano Rotta.
Alle ore 15.00 al Cinema Nuovo Aquilone, l’omaggio a Stéphane Brizé con la proiezione de Le occasioni dell’amore, alla presenza del regista e della protagonista, Alba Rohrwacher. Mathieu vive a Parigi, Alice in una piccola località̀ di mare nella Francia occidentale. Lui è un famoso attore in procinto di compiere cinquant’anni, lei un’insegnante di piano sulla quarantina. Innamorati quindici anni fa, successivamente separati. Il tempo è passato. Ciascuno ha preso la propria strada e le ferite si sono lentamente rimarginate. Quando Mathieu va in una spa per cercare di superare la malinconia che lo attanaglia, si imbatte in Alice. La chiave è nel titolo originale: Hors-saison, “fuori stagione”. Un uomo, una donna. Un amore finito, il mare d’inverno, un ritorno inatteso. E le verità più scomode: che le cose finiscono e che non siamo persone straordinarie. Stéphane Brizé trova l’ironia nel mélo: se Guillaume Canet è memorabile, la sublime Rohrwacher non è mai stata così luminosa. Modera l’incontro Federico Pontiggia (Rivista del Cinematografo).
Alle ore 18.00 in Piazza XX Settembre, Gianni Riotta (direttore Scuola di Giornalismo e Data Lab Luiss, visiting professor Princeton University) presenta il suo libro Generose anime di eroi (Mondadori). Cronista, inviato, editorialista, podcaster, direttore, professore: Riotta è la quintessenza del giornalismo. Ma è anche un intrepido romanziere, che parte dall’osservazione e dall’analisi della realtà per costruire un thriller geopolitico di sconcertante attualità. Tra fake news e intelligenza artificiale, hacker e gladiatori, partiti della guerra e servizi segreti, un intrigo internazionale tra Russia, Stati Uniti e Vaticano: in ballo c’è il destino del mondo, la sua possibilità di sopravvivere nell’era del caos e della disinformazione killer. Modera Angelica Migliorisi (giornalista di Il Sole 24 Ore), introduce Marco Campanari (presidente Confindustria Lecco e Sondrio).
Alle ore 18.45 in Piazza XX Settembre, Cinematografo Incontra Aurora Giovinazzo. Più che un talento emergente, Giovinazzo è una luminosa certezza del nostro cinema. In pochi anni ci ha stupito con interpretazioni mai banali e sempre fuori dall’ordinario, dalla ragazza elettrica di Freaks Out all’artista marziale di The Cage – Nella gabbia, dall’adolescente piena di desideri da esaudire in Anni da cane a quella cresciuta troppo in fretta di Una madre (forse il suo capolavoro d’attrice), così forte da lasciare il segno anche nelle opere corali (Diamanti, Prendiamoci una pausa) e quando cesella piccoli ruoli di grande intensità (Nuovo Olimpo, Eterno visionario). A moderare l’incontro, Gianluca Arnone (Rivista del Cinematografo).
Alle ore 19.30 in Piazza XX Settembre, Cinematografo Incontra Alba Rohrwacher. Tra i volti più autorevoli e riconoscibili del cinema contemporaneo, anche oltre i confini nazionali, Alba Rohrwacher porta con sé un percorso artistico di rara coerenza e un’intensità interpretativa che negli anni l’ha resa una figura di riferimento per il cinema d’autore europeo. Le sue collaborazioni con alcuni dei principali registi italiani (Alice Rohrwacher, Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Pupi Avati, Saverio Costanzo, Silvio Soldini, Daniele Luchetti, Luca Guadagnino, Giorgio Diritti) e internazionali (Stéphane Brizé, Isabel Coixet, Arnaud Desplechin, Maggie Gyllenhaal, Noah Baumbach) e la capacità di dare corpo a personaggi complessi e profondamente umani ne definiscono il rilievo nel panorama attuale. Rohrwacher riceverà il Premio Lucia all’attrice, riconoscimento simbolo del Lecco Film Fest dedicato al talento e all’impegno femminile nel cinema. A moderare l’incontro, Federico Pontiggia (Rivista del Cinematografo).
Alle ore 20.00 al Cenacolo Francescano, la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con la proiezione di Francesco Giullare di Dio di Roberto Rossellini (1950), presentata da Renato Butera (docente di Storia del Cinema e Giornalismo) e Alessandro Rossellini (regista e nipote di Roberto Rossellini). Non una biografia del Santo ma una meditazione in undici episodi, tratti da I fioretti e La vita di frate Ginepro, per trasmettere lo spirito della riforma francescana. Vi è illustrato un breve periodo della vita della prima comunità francescana, dal ritorno di Francesco da Roma al separarsi dei discepoli, inviati a predicare la parola di Dio in tutto il mondo; servono da introduzione al racconto alcuni quadri riproducenti affreschi del Duecento e del Trecento sulla vita di Francesco. «Il pregio maggiore sta nell’aver ricondotto alla misura umana sentimenti grandi perché umani, nell’aver trattato i Fioretti come gli episodi di Paisà… Il regista ha approfondito quel senso serio e religioso della vita che è nei suoi film, invitandoci a scoprire il divino che è nell’uomo e che può rivelarsi nella piccola azione» (Luigi Chiarini). Modera l’incontro Gian Luca Pisacane (Rivista del Cinematografo).
Alle ore 21.00 in Piazza Garibaldi, la proiezione di …che Dio perdona a tutti alla presenza di Pif, regista, sceneggiatore e protagonista del film. Sicilia, oggi. Arturo è un agente immobiliare quasi infallibile nel suo lavoro, molto meno nella vita sentimentale. Vive da solo, è piuttosto sfiduciato e coltiva un’unica, incrollabile passione: i dolci. La sua vita si illumina quando incontra quella che è, senza dubbio, la sua anima gemella. Flora è perfetta: bella, divertente, gentile, brillante… ed è pure pasticciera. Tra loro nasce un amore immediato e travolgente. A dividerli, però, c’è una presenza invisibile ma potentissima: Dio. Flora è una cattolica fervente, mentre Arturo ha smesso di credere da bambino. Pur di non perdere la donna della sua vita, sceglie di fingersi credente e intraprende un percorso sentimentale e spirituale che lo porterà a confrontarsi con la fede e con la verità. Questa volta, però, non è solo: ad accompagnarlo c’è un complice davvero inatteso, il Papa. Modera l’incontro, Gianluca Arnone (Rivista del Cinematografo).
