Digger non parte bene. Il nuovo film diretto da Alejandro González Iñárritu e interpretato da Tom Cruise debutta al quarto posto del botteghino italiano con 76.440 euro, registrando una media di 179 euro su 427 schermi. Sul podio troviamo Naza ancora al primo posto con 183.656 euro (620 euro di media per 296 cinema, meno rispetto ai 454 di ieri) per un totale di quasi 2 milioni (1.995.949 euro), Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio al secondo con 82.382 euro per un totale di 1.478.183 euro e la new entry Verity al terzo con 76.570 euro.

Quello di Digger è un risultato mediocre ma forse non così inaspettato. Secondo alcune fonti riportate da Variety smentite da Warner Bros., il budget è lievitato dagli iniziali 125 milioni di dollari a una cifra compresa tra i 160 e i 180 milioni. Per giustificare il suo costo, Digger – che esce in 3.300 sale nordamericane – dovrebbe incassare almeno 40 milioni nel suo primo weekend, ma al momento si prevede un incasso tra i 12 e i 15 milioni. Se si rivelasse davvero un fallimento commerciale, Digger confermerebbe l’annus horribilis di Warner Bros dopo i flop di La sposa! e Supergirl, dopo l’eccellente 2025 segnato dai successi di Un film Minecraft, I peccatori, Weapons e gli Oscar a Una battaglia dopo l’altra.

Anche la promozione di Digger si sta rivelando piuttosto bizzarra. La campagna è iniziata con trailer retrospettivo su Tom Cruise, un montaggio con le scene dei film più celebri interpretati da Tom Cruise che si concludeva con la presentazione di Digger, lanciato come il “ruolo della vita” – e potenzialmente da Oscar – della star di Mission: Impossible. Nel film di Iñárritu, Cruise è, appunto, Digger, l’uomo più potente del mondo, che intraprende una missione disperata per dimostrare di essere il salvatore dell’umanità, prima che il disastro da lui stesso provocato distrugga ogni cosa. Tra satira politica e distopia ecologica, nel cast anche Riz Ahmed, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg e Jesse Plemons.

Sull’onda delle reazioni fortemente divisive dopo le prime proiezioni stampa, Warner ha scelto un approccio più spericolato, proponendo uno spot con le critiche discordanti, da “capolavoro” a “insopportabile”. Una strategia disorientante per cavalcare la polarizzazione attorno al film e sfruttare le recensioni feroci per attrarre il pubblico. Mossa forse disperata per un film che i principali analisti già definiscono un bagno di sangue. Provare a salvarlo sembra una missione impossibile perfino per una star come Tom Cruise.