Giunto alla sua quarta edizione e già assegnato a Giuseppe Tornatore, Manoel De Oliveira e Theo Anghelopoulos, il "Robert Bresson" è l’unico premio cinematografico nel mondo assegnato in collaborazione con due Dicasteri Vaticani, il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e il Pontificio Consiglio della Cultura. A consegnare il riconoscimento al regista polacco Krzysztof Zanussi è stato il Cardinale Paul Poupard, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato anche il direttore della Mostra del Cinema, Moritz de Hadeln, il presidente di RaiCinema, Giuliano Montaldo, l’amministratore delegato di Cinecittà Ubaldo Livosi, il regista Citto Maselli, Gaetano Blandini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Krzysztof Zanussi
Krzysztof Zanussi

Krzysztof Zanussi

"Il premio Bresson - ha detto il Card. Poupard - viene assegnato a un regista che ha dato testimonianza del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della nostra vita. Zanussi è un autore caratterizzato da una sincera passione per l’uomo e per tutto ciò che forma l’universo antropologico così affascinante e misterioso, come dimostra il suo nuovo film, La vita come malattia mortale sessualmente trasmessa, nel quale vengono affrontati i temi della morte e della speranza, dell'uomo agnostico che chiede a Dio un segno per credere. E lo fa - continua il Card. Poupard - senza immergersi nei bassifondi della volgarità, senza lasciarsi tentare dalle sirene della violenza brutale e gratuita, indulgendo a forme di degrado della persona". "Zanussi ha cominciato con una lotta difficile la sua carriera", ha detto de Hadeln, la cui conoscenza con Zanussi risale alla fine degli anni '70, "quando - ha raccontato - ero direttore del festival di Locarno. Zanussi doveva presentare 'Illuminazione' ma non poté partecipare perché il film era stato censurato dal suo paese".