Ha preso ufficialmente il via ieri la settima edizione del Lecco Film Fest, il festival promosso da Confindustria Lecco e Sondrio e organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, che fino a domenica renderà la città in un luogo di incontro tra cinema, cultura e riflessione.

Una giornata intensa, inaugurata dal confronto tra istituzioni dedicato al rapporto tra cultura, cinema, turismo e territorio e proseguita al Teatro della Società con la cerimonia inaugurale, dove il tema di questa edizione, "Con tutte le sue creature", ispirato all'ottavo centenario della morte di San Francesco, ha trovato la sua prima traduzione attraverso gli interventi del Sindaco di Lecco, Filippo Boscagli, del sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, Mauro Piazza, di Mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, di Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, dell'artista Velasco Vitali, del regista francese Stéphane Brizé, protagonista dell'omaggio che accompagnerà l'intera manifestazione. È stato poi il momento dell’intervento teatrale, “Francesco polvere di Dio. La rivoluzione di uno sguardo”, scritto diretto e interpretato da Riccardo Tordoni con Paolo Ceccarelli alla chitarra e Simona Bianchi al canto. Elena Di Raddo, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore ha tenuto una breve lezione dal titolo “L’amò più forte”.

VII Lecco Film Fest, la prima giornata
VII Lecco Film Fest, la prima giornata
Stéphane Brizé (ph Stefano Micozzi)

Spazio anche al cinema delle origini con la proiezione de Il poverello di Assisi, primo film dedicato a San Francesco della storia del cinema, introdotto da Gianluca Arnone, caporedattore della Rivista del Cinematografo, e accompagnato dalle musiche originali eseguite dal vivo dal M° Rossella Spinosa.

Grande partecipazione anche per il primo appuntamento di Cinematografo Incontra, che ha visto protagonisti Simona Ventura e Giovanni Terzi. In dialogo con Lorenzo Ciofani, critico cinematografico della Rivista del Cinematografo, i due hanno ripercorso la loro esperienza personale e professionale.

«L'autoironia – ha sottolineato Simona Ventura – è la chiave vincente. Per migliorare bisogna sempre avere un termine di paragone: io ho cercato di imparare dai migliori. Ho avuto la fortuna di lavorare con grandi professionisti come Bruno Pizzul, Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Maurizio Costanzo. Ero una spugna: osservavo, ascoltavo e cercavo di assorbire tutto ciò che potevano insegnarmi. Credo molto nella gavetta, perché rappresenta le fondamenta su cui costruire una “casa” solida».

VII Lecco Film Fest, la prima giornata
VII Lecco Film Fest, la prima giornata
Giovanni Terzi e Simona Ventura (ph Stefano Micozzi)

Giovanni Terzi ha aggiunto: «Da un lato c’è Simona che è creatività e lucida follia. Dall’altro ci sono io, che ho sempre creduto profondamente nella Provvidenza: ciò che la vita mi metteva davanti era il percorso da seguire. La creatività nasce anche così, accogliendo le opportunità che arrivano. Simona ha accettato programmi che sembravano improbabili e anch'io ho fatto scelte che altri avrebbero considerato insolite. Per noi ogni esperienza è un'occasione di crescita, ed è questo che ci unisce. I cambiamenti più importanti sono arrivati senza che li cercassimo: è come un vento che ti spinge, e tu scegli di seguirlo».

Parlando dei progetti condivisi, i due hanno raccontato il più recente, la Ventura Academy: «Stiamo bene insieme – ha raccontato Terzi – e ci piace dedicare il nostro tempo a costruire qualcosa insieme. Ci siamo chiesti cosa potessimo restituire agli altri. La Ventura Academy nasce così, per offrire percorsi di formazione e opportunità concrete ai giovani under 30, mettendo a disposizione l'esperienza maturata in tanti anni di lavoro. Poi sarà il vento della Provvidenza a dirci dove questo nuovo progetto ci porterà».

La serata è poi proseguita in Piazza Garibaldi con la presentazione di Don Chisciotte, alla presenza del protagonista Alessio Boni, Fabio Segatori, regista, e Paola Columba, produttrice, che hanno raccontato al pubblico la genesi di un progetto capace di rileggere uno dei grandi classici della letteratura in chiave contemporanea.

«È stata davvero un'impresa ‘donchisciottesca’ – ha raccontato Alessio Boni – sotto ogni punto di vista. Ma ne è valsa la pena per raccontare la storia di un gentiluomo ormai anziano che indossa un'armatura, cerca uno scudiero e decide di rimettersi in cammino non arricchirsi o conquistare potere, ma con un obiettivo molto più nobile: cercare di rendere il mondo un posto migliore e lasciarlo, anche solo un po', più bello di come l'ha trovato. In fondo, chi non vorrebbe avere un padre così?». E poi ha aggiunto: «Continuate a sognare come Don Chisciotte perché nei sogni nessuno vi umilierà mai!».

VII Lecco Film Fest, la prima giornata
VII Lecco Film Fest, la prima giornata
Paola Columba, Alessio Boni, Fabio Segatori (ph Stefano Micozzi)

«Nell'epoca dell'intelligenza artificiale – ha detto il regista, Fabio Segatori – sentivo l'urgenza di realizzare un film profondamente fisico, capace di restituire allo spettatore la fatica concreta del cammino, dell'andare avanti. Era importante farlo oggi, per riaffermare quel tipo di finzione che solo il cinema sa offrire: una finzione autentica, nella quale ci si può riconoscere e che permette di vivere un'esperienza emotiva reale. Credo che ognuno di noi custodisca una parte di idealismo. Ho realizzato questo film anche perché, a volte, mi sento ingenuo nel continuare a credere in certi valori. Don Chisciotte incarna proprio questo: è il personaggio che si ostina a credere che l'essere umano possa essere nobile. È un film che va contro la mentalità dominante, un racconto dedicato a chi continua a credere nella gentilezza d'animo e nella forza degli ideali».