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Danny Boyle (regista, produttore), Jack O’Connell (attore), Guy Pearce (attore), Claire Foy (attrice) - Foto Karen Di Paola
(Cinematografo/Adnkronos) - Rupert Murdoch è apparentemente ''molto felice'' che a interpretarlo nel film 'Ink' di Danny Boyle sia Guy Pearce. A rivelarlo è lo stesso attore durante la conferenza stampa di presentazione del film, che apre l'83esima edizione della Mostra di Venezia: "Ho avuto uno scambio di messaggi con sua figlia che mi ha detto: 'Papà è molto felice che sia tu a interpretarlo'. Ma non avevano ancora visto il film a quel punto, quindi vedremo".
Con 'Ink', Boyle fa il suo esordio alla Mostra veneziana, esplorando un capitolo fondamentale nella storia dei media britannici: la trasformazione del quotidiano The Sun dopo la sua acquisizione da parte di Rupert Murdoch nel 1969. Al centro della narrazione vi è la dinamica tra il magnate e il giornalista Larry Lamb, chiamato a dirigere il giornale. Un sodalizio professionale che rivoluzionato il concetto stesso di informazione popolare, dando vita a un modello editoriale destinato a segnare un'epoca. "A suo tempo, lui rappresentava una ventata di novità in una società molto rigida e doveva affrontare pregiudizi contro la sua persona. A lui non piaceva l'establishment britannico, e io condivido questa sua posizione, questo spirito di ribellione. Offriva una nuova voce, un elemento di rottura".
Il film è tratto dall'omonima opera teatrale di James Graham che ha curato anche la sceneggiatura della pellicola: "L'adattamento è stato una sfida. La storia ha molta azione, raccontando l'ascesa di questo giornale nell'arco di un anno". E aggiunge: "Sono sedotto ed emozionato dal film che Boyle ha creato. Sembra davvero di essere a Fleet Street nel 1968". "Se ho incontrato Murdoch? Ha visto lo spettacolo teatrale due volte. Ricordo che era molto bravo a non rivelare nulla", ha detto Graham. Jack O'Connell, che nel film interpreta il giornalista Larry Lamb, racconta la sua esperienza: ''Oggi Fleet Street è molto diversa, ma nelle conversazioni con i giornalisti che hanno vissuto quel momento e attraverso le ricerche sui giornali dell'epoca, sembra di trovarti di fronte a qualcosa di cui non riesci a misurare la portata".
A fargli eco è Guy Pearce, volto di Murdoch: "Alcune delle persone che lavoravano al Sun all'epoca sono venute a parlare direttamente con noi. Ci hanno trasmesso l'entusiasmo che loro stessi hanno vissuto in quegli anni". Infine, Boyle riflette sul futuro del giornalismo: ''C'è un aneddoto triste: siamo stati molto fortunati a girare in una delle poche tipografie rimaste nel Regno Unito. Poco dopo essere tornati per alcune riprese aggiuntive, ci hanno chiamato per dirci che stava chiudendo".
Il regista collega questo episodio al futuro della carta stampata e all'avvento dell'Intelligenza Artificiale: "Per me il giornalismo è una delle forze principali di qualsiasi civiltà, è importante averlo. Con l'arrivo dei giganti tech e dell'IA, forse i giornalisti verranno sostituiti guadagnando in efficienza. Ma l'Ia parlerà mai della verità del potere che l'ha generata? È una follia quello che stiamo facendo. Abbiamo bisogno di quel 'villaggio' di persone che raccontano la verità anche quando non è popolare".



