(Cinematografo/Adnkronos) – "Ero alla moviola e un mio amico mi ha mandato un messaggio appena la Russia ha invaso l'Ucraina, dicendomi 'tu sei un veggente'. No, io non prevedo il futuro, è il futuro che sta andando all'indietro". Il regista Gianni Zanasi risponde così, alla conferenza stampa di presentazione del film che dirige War - La guerra desiderata alla Festa del Cinema di Roma, alle inevitabili sollecitazioni dei giornalisti sul tema della pellicola.

Il film, girato in epoca non sospetta, racconta infatti la storia di Tom, che laureato in lingue romanze e alleva vongole e Lea, la figlia maggiore del sottosegretario alla Difesa, fa la terapeuta all’Asl. Un tragico incidente diplomatico tra Spagna e Italia scatena l’impensabile, una guerra nel cuore dell’Europa e, per quanto incredibile, soltanto Tom e Lea sembrano poterla fermare. Una war-comedy che il destino, reso folle dalla storia, ha voluto disperatamente attuale.

"E' il cinema che dovrebbe aggredire la realtà, non il contrario", spiega Zanasi. Che sottolinea che quello del film è "un conflitto europeo nel contesto di un’Europa indebolita politicamente", ed entrando nel tema vero del film spiega: "Man mano che si avvicina questo conflitto precipita nelle persone un senso di urgenza fortissimo. Per cui non c'è più tempo per un aperitivo, una partita della Champions o un percorso Spa. Sta arrivando la guerra, quindi c'è tempo solo per 'sei amico o nemico? Mi ami o mi odi?'. E' una febbre, ecco che sento la vita come ho sempre voluto sentirla e non sono mai riuscito".

Le persone, finalmente, "esprimono quello che hanno dentro e che non riuscivano ad esprimere da tanto tempo, ed esce di tutto da loro, nel bene e nel male – dice Zanasi – Questa è la 'guerra desiderata', questo è il paradosso di questo film, che non ha nulla a che vedere con l'orrore della guerra in corso", dice il cineasta. Perché il conflitto tra le persone e nelle relazioni "non è soltanto indispensabile, è vitale, produce energia, sentimento in tutta la sua complessità. Ma guerra è un’altra cosa".

"La coscienza critica l’abbiamo persa da un sacco di tempo – interviene Edoardo Leo, che nel film dà il volto al personaggio di Tom – "Il problema è che non c’è un giorno netto in cui queste cose vengono percepite, c’è un lento deteriorarsi, per comprendere le cose ci vorrebbe la distanza del tempo. L’unica cosa che si può fare è farsi delle domande, questo fa il cinema e questo fa questo film. Che poi questa cosa la faccia una commedia, ancora più importante per il nostro cinema".

Girando il film "mi sono posta questa domanda: se succedesse a me, se noi ci trovassimo davvero in questo conflitto imminente come reagirei? – dice Miriam Leone, protagonista femminile nel ruolo di Lea – Aver vissuto la vita di Lea mi ha fatto porre la domanda. E ho anche capito che questa urgenza ce l’abbiamo solo quando ci siamo dentro, invece ce le dovremmo porre anche prima".

Interessante e sfaccettato il personaggio di Mauro, interpretato da Giuseppe Battiston, una coscienza fragile che imbraccia le armi appena gli eventi precipitano. "Nel personaggio di Mauro si sente questa febbre di violenza e di riscatto – dice l'attore – Mauro nel suo desiderio di diventare una specie di guerrigliero della domenica pomeriggio, realizza il suo desiderio. Una coscienza fragile che non ha nulla a cui appigliarsi ad un certo punto prende un fucile e diventa altro da sé. Lo fa solo per essere compreso e amato, questo bisogno è vivo in lui". Il personaggio di Mauro "è una somma di tante figure che popolano la nostra realtà – spiega Battiston – mi guardo bene dal giudicare sia lui che quelle persone", che "hanno solo bisogno di essere amati solo che non lo sanno".

Nel film, tra gli altri, anche Carlotta Natoli. "'Come ci hanno ridotto 70 anni di pace' è una delle battute più belle del film. Ovvero, quando la pace diventa una sorta di atarassia, diventa qualcosa di piatto, non è bella, non è interessante", dice l'attrice. Che sottolinea come nel film "tutti i personaggi sono storti, hanno dei rimossi, ogni singolo personaggio ha una doppiezza e questo è un conflitto ed è interessante. Da un punto di vista metaforico e artistico, è un bellissimo rischio potersi confrontare con una metafora così alta". La pellicola uscirà nelle sale il 10 novembre distribuita da Vision.