Classe 1981, Alice Rohrwacher è la regista più giovane a vincere il Premio dal 2000 ad oggi. Autrice italiana molto nota anche al pubblico internazionale, con diverse partecipazioni all’attivo nei principali festival cinematografici al mondo come Cannes (dove nel 2014 vince il Grand Prix per Le meraviglie e nel 2018 il Prix Du Scénario per Lazzaro Felice) e Venezia. Il suo è un cinema che ripercorre il versante contadino della nostra tradizione (un nome su tutti: Olmi) reinterpretando in chiave moderna, visionaria e metaforica la fascinazione per l’universo rurale, fonte sorgiva di quello “stupore” che domina lo sguardo dei personaggi.

La Fondazione Ente dello Spettacolo e la Rivista del Cinematografo, con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura e del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, hanno assegnato il premio ad Alice Rohrwacher perché, come si legge nelle motivazioni, «la sua opera è incardinata in uno spazio che non c'è più e in un tempo che non è ancora: è rimpianto e promessa, materia arcaica e trascendenza. Gli ultimi bagliori di un mondo in disfacimento, il mondo contadino, si rivelano allo sguardo dell'autrice come epifanie di luce, corpi celesti e resurrezioni. I suoi film rielaborano in modo locale tensioni globali, preservano il mistero dalla pornografia del contemporaneo, lamentano la perdita dell'antico senza farne un epitaffio. E mentre attraversano la terra smorta dell'immaginario scorgono fioriture di senso, possibilità impreviste, passaggi nascosti. Come fantasmagorie di un vecchio lucernario. Meraviglie del cinema di Alice».

Alice Rohrwacher con mons. Davide Milani (foto di Anna D’Agostino)
Alice Rohrwacher con mons. Davide Milani (foto di Anna D’Agostino)

Alice Rohrwacher con mons. Davide Milani (foto di Anna D’Agostino)

«Il premio Bresson, il più alto riconoscimento cinematografico che Fondazione Ente dello Spettacolo e Rivista del Cinematografo assegnano insieme al Pontificio consiglio della Cultura e al Dicastero della Comunicazione della Santa Sede, premia quest’anno una delle autrici italiane più apprezzate a livello internazionale. – dichiara Mons. Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo – Le ragioni del premio ad Alice stanno nella sua costante volontà di indagare in profondità l’umano, affascinata da quanto “sporge” e trascende la materialità della vita. Una ricerca costante che attraversa tutta la sua filmografia, sia che si tratti della vita di una comunità parrocchiale come in Corpo Celeste, lungometraggio degli inizi, o Omelia contadina, il suo ultimo corto sulla spiritualità che lega l’uomo e il creato, riflessione artistica sintonica alla Laudato Si’ di Papa Francesco».