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Ciné
Dal 30 giugno al 3 luglio, a Riccione, si è tenuta la quindicesima edizione di Ciné – Giornate di Cinema, un evento dedicato ai distributori e agli esercenti, in cui vengono presentati i film dei prossimi mesi. Mettendo insieme i vari listini e confrontandoli, la prima cosa che colpisce è l’assenza di una visione d’insieme per il periodo che va dalla fine di luglio ad agosto. Ci sono diverse uscite, è vero, ma è come se, dopo i grandi blockbuster americani, ci fosse un rallentamento sistemico. I film che escono sono per la maggior parte stranieri. Quelli italiani si contano a malapena sulle dita di una mano. Anzi, da quello che ci risulta, basta un dito: Greta e le favole vere, in uscita il 6 agosto. Anche questo la dice lunga sulle reali intenzioni dei nostri distributori di investire sull’estate.
È vero: molte sale durante i mesi più caldi, specialmente verso la fine di agosto, chiudono; e chiudono per le ferie e per rinnovarsi, con piccoli lavori di ristrutturazione. È altrettanto vero, però, che il cinema italiano, inteso come sistema, fa una fatica immane nel riconoscere quelle che sono le potenzialità di un periodo in cui buona parte degli spettatori, tra target più o meno giovani, non lavora e non va a scuola. Il cinema va riconsiderato come una forma di intrattenimento, come una parte fondamentale del proprio tempo libero, non come un impegno. Un’altra cosa che colpisce studiando i vari titoli annunciati dai distributori è il numero di opere prime. Da quello che ci risulta, sono otto.
Qual è il futuro del cinema italiano: tra opere prime e seconde
Vision Distribution porterà al cinema Dov’è la fiesta? di Niccolò Gentili, scritto con Lisa Nur Sultan, con Francesco Carril (Dieci capodanni), Linda Caridi e Giorgio Tirabassi nel cast, e Il primo giorno di vita di Stefano Grasso, scritto con Massimo Gaudioso, Giuditta Avossa e Caterina Venturini e con Valerio Mastandrea, Francesco Gheghi e Valeria Bruni Tedeschi tra i protagonisti.
01 Distribution, invece, ha annunciato che il 4 febbraio uscirà Cambogia, l’opera prima di Valerio Lundini, scritta e interpretata dallo stesso Lundini, con Benedetta Porcaroli, Sonia Bergamasco, Gabriel Montesi e Giorgio Montanini. BIM Distribuzione si occuperà di Una storia, il primo film da regista di Anna Foglietta, scritto con Tania Pedroni e Matteo Ferri, con Guido Caprino e Alba Rohrwacher nel cast, mentre Adler Entertainment distribuirà Ferine, il film horror di Andrea Corsini scritto con Massimo Vavassori e prodotto da EDI Effetti Digitali Italiani e OMDT OneManDoingThings.


Anna Foglietta
(Andrea Costa)PiperFilm distribuirà FÖA – C’era una volta il futuro di Margherita Ferrari, film scritto con Anita Della Cioppa e Veronica Penserini, prodotto dalla Numero 10 di Paolo Sorrentino e incentrato sui fatti del G8 di Genova, e Super Santos, opera prima di Ciro Visco tratta da Cuore Puro di Roberto Saviano, con Francesco Di Leva, Antonia Truppo, Thomas D’Angelo, Ciro Esposito, Ciro Dommarco, Danilo D’Ambrosio, Francesco Di Napoli, Manuele Velo, Ludovica Nasti e Massimiliano Rossi. Infine Fandango distribuirà Una zanzara nell’orecchio di Nicola Rinciari, tratto dall’omonimo fumetto di Andrea Ferraris (Einaudi).
L’attore che ritorna più spesso, specialmente nel listino di Vision Distribution, è Valerio Mastandrea. E al di là dei film in cui è presente, è interessante anche un altro elemento: Mastandrea è, tra gli attori italiani più famosi e apprezzati, quello che si presta al maggior numero di opere prime. Un modo concreto, insomma, per sostenere un ricambio generazionale.
Che fine hanno fatto il genere e l’animazione?
Ecco, “ricambio generazionale” è un altro dei grandi problemi di questi listini. Durante le varie presentazioni, è stata ribadita più volte l’importanza di coinvolgere grandi autori. Ma sugli esordienti, o su chi lavora alle opere seconde, nemmeno una parola. E questo è grave. È grave perché sembriamo aver già dimenticato il successo de Le città di pianura di Francesco Sossai: se nemmeno i fatti bastano per cambiare l’idea, o quantomeno per influenzare la percezione di chi fa cinema, che cosa serve? Il genere è praticamente assente nell’offerta italiana (quella, cioè, prodotta in Italia).
Fanno eccezione solo tre film: Ferine, di cui abbiamo già parlato prima; L’estranea di Paolo Strippoli, scritto con Salvatore De Chirico, in uscita l’8 ottobre con 01 Distribution, e The Nameless Ballad di Federico Zampaglione, scritto con Barbara Baraldi, in uscita il 5 dicembre con FilmClub. Sono tre horror, ma nel caso de L’estranea bisogna precisare che non si tratta di un horror puro, ma di un film che gioca con i toni più sottili e sofisticati del thriller.
Un altro grande assente dall’offerta dei prossimi mesi è l’animazione. O meglio: è l’animazione made in Italy. E questo nonostante il successo delle serie animate di Zerocalcare su Netflix e un dibattito crescente sull’importanza strategica dell’animazione (tutti ci stanno investendo: Netflix, Amazon Prime Video, Warner Bros.; basta dare un’occhiata agli ultimi annunci fatti ad Annecy, il festival internazionale dell’animazione). C’è un po’ di Italia se pensiamo a Gatto, il prossimo film della Pixar, diretto da Enrico Casarosa e ambientato a Venezia. E c’è un po’ di animazione, invece, in Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti, opera seconda scritta con Francesco Turbanti, Giovanna Vicari e Tommaso Renzoni e distribuita da Fandango, dove sono presenti degli inserti animati firmati proprio da Zerocalcare.


Medusa
(Andrea Costa)Anticiparsi per bruciare sul tempo la concorrenza
Si sta ritagliando uno spazio sempre più importante questa idea distorta di industria che hanno alcuni distributori, che annunciano con largo anticipo la data di uscita di alcuni film, prevista più o meno per le feste di Natale o per l’inizio del nuovo anno, quando le riprese o non sono finite o non sono nemmeno cominciate. Per carità: l’obiettivo è quello di occupare il mercato, di creare un’aspettativa negli esercenti e nel pubblico. Ma ha senso, ci chiediamo, senza prima vedere di che pasta è effettivamente fatto un film? Si vendono promesse vuote o si vendono storie? I titoli interessanti sono diversi, e non avrebbe senso elencarli tutti: a volte mancano le date di uscita; altre, invece, mancano i materiali (foto, trailer, eccetera).
È chiaro che i distributori, presentando i loro listini, puntano ad accendere l’entusiasmo degli addetti ai lavori, in particolare degli esercenti, che poi programmeranno nelle loro sale i film. Da un punto di vista puramente comunicativo, però, si nota un appiattimento abbastanza sconfortante. I film vengono accompagnati da semplici etichette: commedia per tutta la famiglia, storia sentimentale; dramma; commedia che fa ridere tutti (ma che significa?). E manca un vero approfondimento.
Si presenta tanto, ma si presenta senza un vero criterio: un film come La casa in fiamme di Giuseppe G. Stasi e Giancarlo Fontana diventa un “dramma familiare”, quando ha, in realtà, tantissimi altri elementi (stiamo facendo un esempio, ovviamente). E poi c’è quest’idea, abbastanza diffusa, di approssimazione nei numeri: abbiamo incassato X, con una media di Y su ogni titolo; è un risultato importante. Sì, però no. Perché non funzionano così i dati, non si fanno medie.
Un mercato fatto di eccezioni
Il nostro mercato, e questo riguarda sia i titoli internazionali che quelli italiani, vive di eccezioni. O film che vanno benissimo o film che vanno molto male. Le vie di mezzo sono poche: sono, appunto, eccezioni. In più, non ha senso continuare a vendere successi in altri mercati come successi nostrani: se un film è andato bene in Francia, non è detto che andrà bene anche in Italia. Anzi, spesso, succede l’esatto contrario. E se un film va meglio in Italia che in un altro mercato, non significa, in senso assoluto, che i suoi incassi sono buoni. Rimaniamo con i piedi per terra.
Le presentazioni più interessanti, quantomeno basandoci sulla loro varietà, sono state quelle di 01 Distribution, forte anche dei suoi venticinque anni di storia, quindi intenzionato a dimostrare di avere una certa concezione di futuro, e di Fandango. Alcuni listini sono stati costruiti a immagine e somiglianza dell’offerta di distributori stranieri, con un’altra impostazione e sicuramente un’altra linea editoriale. Da segnalare comunque sia Lucky Red che Adler Entertainment, con la collana Animagine curata insieme a Dynit, per la loro programmazione in fatto di anime.
Un ultimo appunto va fatto sull’assenza di MUBI. È vero: al momento ha pochi film in uscita nelle sale italiane, ma sarebbe stato interessante, per una volta, ascoltare un distributore del genere confrontarsi con gli esercenti e gli addetti ai lavori italiani (è molto difficile per gli spettatori di alcune città trovare i film di MUBI; sarebbe potuta essere un’occasione per creare un contatto reale).


01 Distribution
(Andrea Costa)Numeri e considerazioni: prossimamente al cinema
L’offerta cinematografica di un mercato non dovrebbe passare dalla quantità dei titoli programmati, ma dalla loro qualità. E non dovrebbe nemmeno puntare esclusivamente sul nome di questo o quell’attore, di questo o quel regista. Per alcuni aspetti, l’Italia si limita a dare uno spazio a film che vengono immaginati altrove, affidandosi completamente alla comunicazione e al marketing di altri paesi (pensiamo, per esempio, a quelli prodotti dalle major americane, come Disney e Warner Bros., o a quelli spinti da A24). Insistiamo sui premi dei festival, ma manca un’educazione di base, nel pubblico, verso questi riconoscimenti. E lo stesso vale per alcuni esercenti. C’è un’idea industriale di cinema, e intanto si fa una fatica enorme, in Italia, nel tenere insieme un sistema.
Non c’è una programmaticità: non si ragiona insieme per sostenere i nuovi autori e le nuove autrici, evitando di far uscire contemporaneamente opere prime e seconde; o evitando di fissare le date di uscita nei periodi più sfortunati o più difficili. Si continua a puntare sulla commedia, abbastanza pigramente, e poco sul genere. Ci aspettiamo che gli horror capaci di rivoluzionare il box office arrivino tutti dall’estero. E ci dimentichiamo – o facciamo finta di dimenticarci – della nostra tradizione e delle nostre possibilità.
In totale, tra nuove uscite, uscite evento e riedizioni, sono stati presentati 208 film (quelli, almeno, che abbiamo contato noi): film che usciranno nel corso dei prossimi mesi, fino alla prima metà del 2027. Di questi 208 film 61 sono italiani, comprese coproduzioni internazionali. Se sono tanti, pochi o sufficienti lo capiremo con il tempo. Intanto è chiaro che il cinema, inteso come arte, come industria e come mercato, non può essere racchiuso in un numero.
