Tornare a vincere

Ancora sport e riscatto umano per Gavin O'Connor, che dirige un ottimo Ben Affleck. In un film che magari non racconta molto di nuovo, ma lo fa con una dignità encomiabile. On demand

23 Aprile 2020
3/5
Tornare a vincere
Tornare a vincere

Dopo il rivedibile The Accountant, Gavin O’Connor torna a dirigere Ben Affleck. Ripensando al miglior film finora realizzato dal regista di Long Island (Warrior, 2011), l’attore veste i panni di un guerriero che ormai da tempo ha gettato la spugna.

È Jack Cunningham, di giorno operaio in un cantiere, di sera alcolista senza alcuna via di fuga. A poco o nulla servono i pranzi del Ringraziamento con la madre e la famiglia della sorella: Jack è un uomo che ormai ha deciso di restare solo, segnato nel profondo da una perdita inenarrabile e dal fallimento inevitabile di un matrimonio che è stato incapace di tenere a galla.

Poi però, del tutto inaspettata, arriva la richiesta di allenare la squadra di basket del suo vecchio liceo, il Bishop Hayes, dove Jack molti anni prima aveva dato spettacolo in campo, rinunciando però alla borsa di studio universitaria per motivi inspiegabili.

Accetta il ruolo con riluttanza, Jack, ma poco a poco riesce a trasformare un gruppo di ragazzini male assortiti in una vera squadra. Basterà questo a riempire i suoi vuoti e a curare le ferite sanguinose del suo passato?

La redenzione, il riscatto attraverso lo sport. È una delle tematiche più abusate nel cinema a stelle e strisce e Gavin O’Connor oltre al già citato Warrior aveva già calpestato il terreno anni prima con Miracle (2004), film incentrato sulla nazionale di hockey allenata dalla leggenda Herb Brooks alle Olimpiadi invernali del 1980.

Nulla di nuovo, dunque, ma Tornare a vincere (The Way Back, titolo omonimo di un Peter Weir datato 2010) è un film che senza ricorrere a chissà quali enfatizzazioni mantiene salda una sua forte dignità: Ben Affleck imbolsito e trasandato è bravo, credibile nel restituire le fattezze e gli umori di un uomo distrutto tanto nell’animo quanto nel fisico, come funziona a livello drammaturgico la scelta di portare a galla poco a poco tanto la sua storia pregressa quanto le dinamiche di rapporti sospesi ma mai realmente “conclusi”.

Così come a fine film resta in qualche modo aperto, seppur meglio instradato, il percorso del protagonista e, parallelamente, di quel gruppo di ragazzi che in suo nome tenteranno di onorare al meglio quanto imparato.

Disponibile da oggi, 23 aprile, on demand su Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV, e per il noleggio su Sky Primafila, Infinity e VVVVID.

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