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The Mole Song: Undercover Agent Reiji
Il giovane agente Reiji (Toma Ikuta), laureato col voto più basso nella storia dell'accademia, viene licenziato da poliziotto di quartiere per condotta disonorevole. Il gesto è necessario per affidargli in realtà una delicata missione: infiltrarsi sotto mentite spoglie in un'organizzazione criminale per arrestare un potente boss della yakuza, invischiato in un losco e lucroso traffico di droga.
Rimanere al passo di Takashi Miike sta diventando un'impresa francamente impossibile: regista contemporaneo tra i più prolifici al mondo, il cineasta nipponico si misura stavolta con il manga Mogura no Uta di Noboru Takahashi. Ne viene fuori un film irresistibile e folle, una fusione violentissima ed esplosiva di slapstick comedy e yakuza movie, poliziesco e commedia romantica. Sì, perché Reiji è ancora vergine e preferirebbe non morire senza prima "essere diventato un uomo".
Il ritorno a quello stile nervoso e ironico che ne svelò al mondo il talento coincide per Miike con un'opera solamente in apparenza burlona e sopra le righe: al centro di tutto, si tratti di polizia o yakuza, rimane l'uomo, con le sue incorreggibili tare (il protagonista non è certo un fulmine di guerra, ma dotato di una tenacia sovrumana) e i suoi incrollabili principi (il leader di un clan affiliato, Crazy Papillon, l'uomo di cui Reiji diventa il braccio destro, è all'oscuro del traffico di droga gestito dal boss).
Pirotecnico e ricco di trovate geniali - si pensi agli infiniti "esami" che la polizia fa sostenere all'ignaro Reiji prima di certificarne l'avvenuta trasformazione in "talpa" - The Mole Song si chiude lasciando un varco su un ipotetico sequel. Conoscendo Miike, sarà pronto in meno di un anno. Non vediamo l'ora.



