Tatti è una frazione di Massa Marittima, in Toscana. Si distingue per le mura, per la rocca, e per lo spirito di chi la abita. A suo modo è un posto dell’anima. A coglierne lo spirito è il regista svizzero Ruedi Gerber, che si è trasferito qui da trent’anni. Si muove tra le strade con l’incedere di chi padroneggia i luoghi, interroga chi incontra, si sofferma su chi canta dalle finestre. Mentre il sole brucia la pietra.

Il titolo è Tatti, paese di sognatori, un documentario che si concentra sulla capacità di osservare, restituendo dignità a un microcosmo. Gerber esplora il legame profondo tra l’essere umano, la creatività e il territorio, portandoci tra i vicoli di un universo maremmano che sembra sospeso nel tempo. Il film racconta la rinascita di Tatti, un piccolo borgo medievale in Toscana che, negli anni Settanta, rischiava lo spopolamento totale. A salvarlo non è stato un piano industriale, ma un’ondata di "sognatori" (artisti, intellettuali e agricoltori idealisti) provenienti dal Nord Europa.

Gerber documenta la convivenza tra la popolazione locale e i “forestieri”, mostrando come l’utopia di un’esistenza a basso ritmo sia diventata una realtà concreta e duratura. Il vero pregio del film risiede nella sua autenticità. Gerber evita la trappola del "documentario turistico" o della cartolina patinata. La sua macchina da presa si muove con rispetto, catturando i silenzi dell’ambiente e le rughe delle mani di chi lavora la terra.

Le interviste non sono mai forzate: sembrano dialoghi tra vecchi amici davanti a un bicchiere di vino. La bellezza della Toscana è catturata in modo sincero, rilevando il contrasto tra l’oscurità delle pietre antiche e la vivacità della vegetazione circostante. È un doc che richiede pazienza, proprio come la maturazione di un buon olio d'oliva.

Chi conosce il percorso di Gerber, ricorderà sicuramente Breath Made Visible, il suo lavoro sulla danzatrice Anna Halprin. Mentre in quel caso il focus era sul corpo umano e il movimento come espressione di libertà, in Tatti la "danza" è collettiva e sociale. Gerber passa dall’individuo alla comunità. Resta però invariato il suo marchio di fabbrica: l'interesse per chi decide di vivere fuori dalle regole legate alla frenesia dei nostri anni.

Tatti, paese di sognatori ricorda che le radici sono importanti, ma che possono essere piantate anche lontano da casa, purché ci sia il desiderio di sognare insieme. Una visione consigliata a chiunque cerchi una conferma che un altro modo di vivere è ancora possibile.