PHOTO
© 2026 20th Century Studios. All Rights Reserved.
Negli anni Settanta e Ottanta Ridley Scott ha scritto la storia della fantascienza moderna. Si parte con la claustrofobia in Alien e poi con le piogge oscure di Blade Runner. Ma con il passare del tempo il suo sguardo sul futuro è cambiato.
All'inizio Scott raccontava la paura degli alieni e la crisi degli androidi alla ricerca del loro creatore. Adesso esplora storie più umane, vicine a noi. La vera svolta è arrivata nel 2015 con Sopravvissuto - The Martian, con Matt Damon. Qui la fantascienza metteva da parte il pessimismo cosmico per mostrare la forza dell’erudizione e la voglia di vivere.
Con The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, tratto dal libro di Peter Heller e girato anche in Italia, a Cinecittà, Scott avrebbe dovuto fare un passo avanti. Il film (anche se non è nello spazio) sulla carta dialoga con The Martian, ma poi lo scenario cambia. Damon era solo su Marte e cercava di tornare sulla Terra. In The Dog Stars il deserto non è un pianeta lontano, ma è la nostra Terra, devastata e svuotata da una grave epidemia.
Il protagonista è un pilota interpretato da Jacob Elordi. Il suo nome è Hig, e abita in una base aerea del Colorado. Insieme a lui ci sono il suo cane e un ex soldato della vecchia scuola, con il volto di Josh Brolin. Anche se la sfida di Hig non è tecnologica, entrambi sono uomini soli. Tutti e due usano i loro mezzi per sopravvivere: uno ripara un modulo spaziale, l'altro fa volare un piccolo biplano. Però se The Martian celebrava l'intelligenza e la scienza, The Dog Stars mette al centro il bisogno di riscoprire la fiducia nel prossimo. Ma poi si perde. L’anima postapocalittica qui è usurata. Si evocano Io sono leggenda e Mad Max: il film fatica a trovare una propria voce. Resta imbrigliato nei canoni del filone, si rivela sovraccarico.
Scott si concentra sui paesaggi (fanno da cornice il Friuli, in particolare Bordano, le Prealpi del Cansiglio, le vedute abruzzesi di Avezzano e Ovindoli, la campagna romana di Manziana): forse resta bloccato in una sceneggiatura troppo esile per il suo spirito visionario.
Una debole trasmissione radio spinge Hig a rischiare la vita. Vola oltre i soliti confini per cercare altri come lui. L'ignoto, qualche decennio fa, aveva le sembianze di un mostro spaventoso, come in Alien. Oggi quello stesso terrore si trasforma nel desiderio di comunione con gli altri. Ma le dinamiche famigliari prendono il sopravvento. I generi si mescolano: si passa dal western alla vena romantica, con anche qualche brivido, lasciando però l’apocalisse sullo sfondo. The Dog Stars a tratti rischia di essere solo una bella cartolina, dimenticandosi delle stelle che dovrebbero definirlo.
