Principessa

Una commedia che rivela talento in regia e cura formale. Ma il risultato è inferiore alla somma delle parti

7 Maggio 2009
2/5
Principessa
Principessa

Nobile mission quella de L’Altrofilm, ma di scarso profitto. Fatta salva l’attenzione per il giovane cinema italiano, non guasterebbe da parte della piccola produzione accortezza nella scelta dei progetti e zelo nella loro costruzione. Si punta tutto sul talento acerbo, come se da solo bastasse a garantire opere di qualità. Dietro Principessa di Giorgio Arcelli Fontana (classe 1981), si avverte il profilo embrionale di un autore, sensibilità estetica e gusto per la confezione – dalla composizione formale alla luce calda passando per il tappeto sonoro – non accompagnati però da un’adeguata stima per ciò che le immagini mostrano e i dialoghi dicono. Il film poteva essere un ritratto al femminile (la protagonista, Matilda, è una ragazza che vive di sogni ed espedienti), un incantato omaggio alla propria terra (una Piacenza onirica e favolistica), o un sofisticato gioco di specchi (i personaggi sono prigionieri delle proprie finzioni), e invece tutto si riduce a un’incongrua ammucchiata, dove il risultato è inferiore alla somma delle sue parti. Note sul cast: non ne esce bene Piera Degli Esposti (sic!), mentre per il suo debutto al cinema la star di Centovetrine Morena Salvino decide di spogliarsi. Per recitare invece c’è tempo.

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