Se la terza stagione ci aveva lasciati con Penelope (Nicola Coughlan) e Colin (Luke Newton) felici e contenti ma in qualche modo in fase calante, come se l’amore scoppiato tra i due fosse un po’ forzato e troppo scritto. La quarta, prima parte, in streaming dal 29 gennaio su Netflix parte con il botto.

Un fastoso ballo in maschera ospitato da Lady Bridergton, dove i più riluttanti come Benedict (Luke Thompson) ed Eloise (Claudia Jessie), le due pecore nere della famiglia sono costrette a partecipare. Benedict, ribelle, con sentimenti artistici, è famoso per la sua spregiudicatezza (un bellissimo personaggio) mentre Eloise è contro il matrimonio, trova l’argomento tedioso come i suoi corteggiatori, potrebbe essere il correspettivo di Joe di Piccole donne, se non fosse che Eloise è determinata a rimanere “zitella”.

Alla festa in maschera però succede qualcosa di incredibile, gli occhi di Benedict, che arriva in ritardo, già conteso da madri e figlie, si posano su una fanciulla con una meravigliosa maschera d’argento, en pendant con vestito e scarpe, che guarda abbagliata le mille luci del lampadario. E quando con un espediente scopre che la supposta lady non sa ballare, la porta nel gazebo di fuori per insegnarle i primi passi. La misteriosa fanciulla non ha nome e sparisce allo scoccare della mezzanotte. Come una moderna Cenerentola, tolti gli abiti torna a essere la domestica della famiglia Araminta, appena apparsa sulla scena.

Per Benedict, dapprima speranzoso di rivederla in breve tempo e poi rimasto solo con un guanto come indizio, trovarla diventa un’ossessione. Nei suoi disegni traccia i lineamenti sinuosi di una donna senza volto. Nella sua affannosa ricerca, si costringe a fare lunghe passeggiate pubbliche con la sorella Eloise. A fingere di voler essere preda di giovani donzelle, affamate di scapoli benestanti.

Non sa neanche il nome, Sophie (Yerin Ha) e quando lo scoprirà non riuscirà a metterlo in relazione con la scintillante e dama di cui ricorda solo bocca e sorriso. Basterebbe solo questo a fare salire l’attesa della serie alle stelle. Le scenografie, i costumi, i dettagli curati scrupolosamente, le musiche, rendono Bridgerton uno spettacolo imperdibile, in più questa idea geniale di Chris Van Duse e prodotta da Shondaland (garanzia di successo) non solo non perde lo smalto iniziale, approfondisce sempre meglio i personaggi, come nel caso di Benedict che se era interessante, adesso è irresistibile.

E la favola, ricca di colpi di scena che si disvela nei primi quattro episodi, fa presagire che la seconda parte sarà ancora più spettacolare. Lunga vita a Bridgerton.