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Bel tentativo di narrare, attraverso una storia d’amore che attraversa tre decenni, il caos politico e sociale in cui versa il Libano. Cyril Aris, già regista di due documentari pluripremiati, si lancia in questo bel esperimento con un titolo che anticipa la trama, A Sad and Beautiful World, in concorso alle Giornate degli Autori.
Nino (Mounia Akil) e Yasmina (Hassan Hakil) nascono a cinque minuti di distanza, in un giorno di strage per il Paese e si incontrano due volte nel corso delle rispettive vite.
Da bambini, sviluppano un legame indissolubile. Tra le altre cose, condividono un sogno, un’isola splendente che li attende, lui è un sognatore e inguaribile ottimista, lei più guardinga. Nonostante la giovane età, sono consapevoli che il futuro è altrove, e tentano di lasciare Beirut.
L’appuntamento a un binario del treno, dove lui la aspetta invano, per mesi.
Scopriremo che il piano è fallito perché nel frattempo i genitori di Yasmina si sono separati e lei è stata costretta a seguire la madre.
Ventiquattro anni dopo, il destino li riunisce e si rinnamorano profondamente. Stavolta, Yasmina sta aspettando di essere trasferita in Germania, ma alla fine rimane in Libano con Nino. I problemi continuano, la realtà si fa sempre più dura e Yasmina pensa di andarsene di nuovo. Colpo di scena, lei che non avrebbe mai voluto mettere al mondo figli in un presente così oscuro, rimane incinta. Il pragmatismo che da sempre la contraddistingue, la fa esitare a tenere la bambina. La verità è che al cuore non si comanda e Yasmina capisce infine che Nino è l'uomo con cui vuole stare e costruire una famiglia.
Restare o fuggire è il dilemma che attraversa il film, Aris riesce in un’impresa quasi impossibile, mette in scena brutalità e violenza con lievità e romanticismo.