10 regole per fare innamorare

Da YouTube al cinema, ma la star 2.0 Willwoosh si scopre idiota. Cherchez... Fausto Brizzi

15 Marzo 2012
2/5
10 regole per fare innamorare
10 regole per fare innamorare

Avete 45 milioni di visualizzazioni su YouTube? Siatene certi, il cinema non può attendere. Succede a Guglielmo Scilla, nickname 2.0 Willwoosh, che del web tricolore è una, se non “la”, star: 50 video caricati, 230mila iscritti al canale YouTube, 115mila follower su Twitter. Due primi passi in sala – Una canzone per te, Matrimonio a Parigi – e ora l’entrata a gamba tesa, o, se vi pare, in grande spolvero: 10 regole per fare innamorare, diretto da Cristiano Bortone (Rosso come il cielo, e non si direbbe) e co-soggettato con Fausto Brizzi.
Purtroppo, la longa manus del Fausto nazionale si vede, e si sente: altre quattro le mani, forse i piedi in scrittura (Annalaura Ciervo e Pulsatilla) e se avete in mente gli sceneggiatori di Boris – La serie potete ben immaginare come abbiano lavorato. Toccata e fuga, per usare un eufemismo, e le tracce sullo schermo ci son tutte: incongruenze (uno sconosciuto vi regala un telescopio e non battete ciglio? Se non siete Barbara Berlusconi, non regge) , inverosimiglianze (una ragazza cinese che lavora a bordo piscina, anziché servire al ristorante dei suoi?) e l’ineffabile Gabbiano Jonathan Livingston graffitato sulla cameretta del sensibilone Willwoosh. Già, Willwoosh: i suoi video fatti in casa sono sarcastici, nonsense, en travesti e un filo irriverenti, ma qui lo attende pena del contrappasso. La regola della doppia B (Brizzi/Bortone) lo vuole idiota totale, alle calcagna di una bella e impossibile(Enrica Pintore), con lo zampino del papà Vincenzo Salemme, chirurgo plastico e sciupafemmine. Puntuali ma disastrose, sono di papà le 10 regole per fare innamorare, eppure, è difficile innamorarsi di questo “film leggero in questi tempi cupi, sulla scia amorosa di Plauto e Cyrano” (Bortone, sic).
Gli interpreti se la cavano – nulla di mitologico, ma Scilla e Cariddi (Salemme) hanno chimica – eppure il campionario è quello del cinemino nostro, che copia – gli analoghi americani di auto-aiuto, sia cartacei che cinematografici – ma senza parodia, sovvertimento ridanciano e nemmeno ironia: il contrappasso, appunto, è del solo Gugliemo/Willwoosh, costretto a predicare bene su YouTube e razzolare male – bamboccione sfigato – in sala. Già, una pena, ma 10 regole per fare innamorare è, a suo modo, utile: tocca riflettere, sull’inflazione della commedia tricolore, sull’influenza di Brizzi e sul prossimo, prevedibile esaurimento del “filone”.  Che dite, 10 regole per fare commedie?

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy