Weekend al cinema

Una separazione arriva in sala con Melancholia: altrimenti tutti al Bar Sport con la Super o a Cavalli
21 Ottobre 2011
Weekend al cinema

Una frattura coniugale che si allarga, tracima, rivela le più intime lacerazioni della persona e le spaccature di una società divisa dal censo, dalla cultura, dalla religione e da Dio solo sa che cosa: é Una separazione di Asghar Farhadi il film del weekend, quello da non perdere e che molti invece non vedranno per l’ineffabile logica distributiva che riserva a uno dei più bei film dell’anno (Orso d’Oro a Berlino, d’Argento al cast maschile e femminile, in lizza per l’Iran all’Oscar come miglior film straniero) 30 sale e al Matrimonio a Parigi di Boldi, Siffredi & co. oltre 500. L’intreccio è di una semplicità disarmante ma si complica via via, colpo di scena dopo colpo di scena, fino a diventare una matassa inestricabile di omissioni, menzogne, guasti irreparabili: Simin vuole lasciare l’Iran con il marito Nader e la figlia Termeh. Nader, però, si rifiuta di lasciare il padre malato di Alzheimer e questa decisione convince Simil a chiedere il divorzio e a tornare a vivere con i suoi genitori. Termeh sceglie di rimanere col padre, il quale ingaggia una donna, Razieh, che si prenda cura del padre malato. Presto si scoprirà che la nuova domestica non solo è incinta ma lavora all’insaputa del marito.
Da una crisi di coppia “allargata” a un matrimonio fallito a causa di una depressione personale: parliamo dell’ultimo lavoro di Lars von Trier, Melancholia, opera come di consueto elegante nella forma e disturbante nella sostanza. La trama sembra quella di un fantasy, perché racconta di due sorelle (le brave Kirsten Dunst – premiata per la migliore interpretazione femminile a Cannes – e Charlotte Gainsbourg) sullo sfondo di una catastrofe: un pianeta minaccioso, Melancholia, è entrato nell’orbita terrestre mettendo in serio pericolo la sicurezza della Terra. La catastrofe come liberazione, il pianeta come pillola e il cinema come mal di vivere. E, come se non bastasse, un regista aduso all’autolesionismo (vedi l’infamante “persona non grata” affibbiatagli dal CdA della Croisette). Cè n’è abbastanza per fare rumore. Ma se il caso è servito, il menu del weekend è quanto mai ricco e le alternative fin troppe: oltre al già citato Matrimonio a Parigi – appuntamento fisso e fesso con il comico triviale italiano – segnaliamo l’uscita di Bar sport, adattamento dell’omonimo romanzo di Stefano Benni, ambientato in un piccolo caffè di paese che funziona da calamita per una serie di eccentrici personaggi. In regia Massimo Martelli, nel cast Claudio Bisio e Giuseppe Battiston. Chiudendo la parentesi tricolore, ricordiamo l’uscita di Cavalli, coraggioso esperimento di western all’italiana già passato a Venezia (sezione Controcampo): diretto da Michele Rho e tratto da un racconto di Pietro Grossi (inserito nel libro Pugni), il film è ambientato a fine ottocento in un paesino degli Appennini, protagonisti due fratelli diversi ma molto legati tra loro che, alla morte della madre, ricevono in dono due cavalli – Sauro e Baio – che determineranno il destino di entrambi.
All’America non mancano mai i supereroi, anche se quello di Super è di una specie assai particolare: si chiama Saetta Purpurea, alias Frank, è abbigliato con una tuta fatta a mano, armato di una chiave inglese e dotato di saldi principi morali – non si molestano i bambini, non si sniffa, non si graffiano le automobili -. La sua missione è solo all’apparenza quella di sgominare la criminalità urbana: in realtà spera di veder tornare la moglie Sarah, che lo ha abbandonato per uno spacciatore di droga seduttore e psicopatico. Con Rainn Wilson, Ellen Page, Liv Tyler e Kevin Bacon. Sempre dagli States arriva il terzo episodio della saga di Paranormal Activity, degno controcampo del classico prodotto per bambini targato Disney, Maga Martina 2 – Viaggio In India, in cui la maga protagonista dovrà aiutare il Gran Visir Guliman a rimettersi a sedere su un trono maledetto che proprio non ne vuole sapere di ospitare il suo legittimo proprietario. Infine dall’Irlanda l’Happy Hour di un poliziotto Gerry Boyle promette di far divertire anche noi: interpretato da Brendan Gleeson, questo tutore della legge ha un senso dell’umorismo sovversivo, un debole per le prostitute e una madre più di là che di qua. In mille faccende affaccendato, non trova modo di preoccuparsi del misterioso cadavere che è stato trovato in uno degli appartamenti per le vacanze. Il suo nuovo assistente Aidan vede però le cose in modo completamente diverso, ma non necessariamente morale: per lui il delitto rappresenta una grande opportunità. Un poliziotto da Happy Hour – The Guard era stato presentato a Berlino nella sezione Panorama. Chiudiamo con un dato significativo: nel weekend in cui usciranno dieci nuovi film, un terzo delle sale presenti in tutto il territorio nazionale sarà occupato da Matrimonio a Parigi e Bar Sport. Di quelle restanti più della metà confermerà gli stessi titoli della settimana scorsa, mentre il resto andrà alle altre (8) novità del fine settimana. Fa eccezione Parking Lot 3D, thriller italiano diretto da Francesco Gasperoni che si avvarrà della circuitazione digitale delle sale Microcinema.

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